CON LE PEGGIORI INTENZIONI


Vorrei dire che per l'ormai famosa “bulla di Sestri”, la sedici o diciassettenne che piglia a mazzate i ragazzini più giovani o, più esattamente, fa la gorilla al soldo di una piccola boss anche più acerba, ecco per questa feccia giovanile io non provo alcuna solidarietà, non la considero risorse, non me ne frega niente se la bulla di Sestri non ha un padre, se la madre stava a San Patrignano, se è una sbandata, se se la cuccano gli zii, se ha rabbia repressa da sfogare, se è anaffettiva, se cosa abbiamo fatto noi, se la colpa è di tutti anche mia anche tua, se dobbiamo recuperarli altrimenti è la fine, se un altro mondo è possibile. Sì, è possibile, dovrebbe essere possibile un mondo in cui gli stronzi come lei, come la boss, come il resto del “branco”, altro termine odioso, che filma e ridacchia, vengono presi, portati in caserma e qui sottoposti a terapia di riabilitazione a calci nel culo, dopodiché un avvertimento: la prossima volta non te la cavi così facilmente e sconti un anno di pietraia, dove potrà succederti di tutto, davvero di tutto. Mi dispiace ma vado per i 51 anni ed è mezzo secolo che ascolto cazzate sul dovere della pietas, del perdono, del perdonismo, della irresponsabilità e mi escono dagli occhi e dalle orecchie, anche perché non servono definitivamente a niente, è solo un business come la legalità e l'antimafia, cialtronate animate dalle peggiori intenzioni: se li conosci li eviti, digli di smettere. Ecco, sarò becero, sarò fascista, non sarò di sinistra, non farò mai carriera nel giornale della sera e in tutti gli altri, non andrò a Che tempo che fa e neanche dalla Bignardi, ma io mi sono rotto i coglioni di sentire santificare certe giovani teste di cazzo, mentalmente irrilevanti, e soprattutto irrecuperabili. Perché alla fine ciascuno salva se stesso e io, che di comunità anche giovanili ne ho girate, ho solo visto parassiti violenti a bivaccarci senza nessuna intenzione di emendarsi: avevano trovato il loro salario minimo garantito, chi glielo faceva fare di strapparsi l'anima e cambiare andazzo? Ho aperto gli occhi, li ho strabuzzati e adesso non ci sento più. Sarò qualunquista, sarò inclassificabile, ma che libidine poter prendere la bulla, la boss, il branco e sfondare tutti quei loro culetti a pedate, poi cambiare scarpe e ricominciare. 

Commenti

  1. A tal proposito, leggersi il racconto "Minorenni da bruciare" di Scerbanenco, tratto da "Milano calibro 9".
    Lì c'è tutto, ma proprio tutto sull'argomento.
    un saluto
    Sandro

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  2. concordo su tutto e , come al solito, dove c'e' disagio , c'e' businees , e qui ne vedo uno bello profittevole degli psicologi-sociologi (meglio se di sx , che sistemiamo gli amici).
    Vp

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    1. Ma i più avidi sono anche i più santi: i preti sociali, o di strada o di frontiera che dir si voglia. Autentici mafiosi del "bene ".

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