IL MIO MALE


Periodo nero, nero, nerissimo, più dei soldi di Gino Paoli. Sarà l'inverno che non passa, sarà che a non passare sono sempre i guai, le spese, i buchi neri del destino, le maledizioni familiari. E così devi aggrapparti a pareti che non ci sono per uscirne fuori. Per esempio, non è la prima volta ma è ancora una sorpresa: ho trovato due lettori che stanno avvicinandosi (non dirò di più) ed io sono tra i loro massimi comuni denominatori: parlano anche di me, “mi discutono”, c'è chi mi vide su un palco anni fa e dopo mi ha “segnalato” a un'amica. Giorni fa, ho cantato la scomparsa di un signore che ricordavo, ed è stato l'innesco per recuperare un contatto di una vita: con chi lo piange, siamo letteralmente cresciuti e adesso riceverne le lacrime, cent'anni e una vita dopo, è un curioso senso di amore. Ho anche ritrovato altre piccole amiche, custode di ricordi sepolti. E se ammetto che non ce la faccio più, arriva il sostegno di chi mi segue, mi aspetta, si fida di me anche se non ci siamo visti mai. Non sono cose di tutti, questo io lo so: è un privilegio, che cerco di meritarmi come posso. Ai tempi del Mucchio, a forza di meschinità mi avevano fatto perdere quasi tutti i lettori, qualcosa che non potrò mai perdonare. Col tempo, e con fatica, li ho riacchiappati quasi tutti, e se ne sono aggiunti di nuovi per altre strade. Eppure non riesco a scrollarmi di dosso questa stanchezza che sa di sconfitta. Cammino senza un'ombra e l'ombra sono io. Non mi sono mai sentito in diritto di esistere, e la felicità non l'ho mai incontrata. Non scomodate vi prego astrusità psicanalitiche, con questa macchia nell'anima sospetto ci si nasce. Per tutta la vita ho cercato di essere e ricevere compagnia, ma il mio male sono io stesso e non posso guarire. Il mio male sono io che ascolto la canzone e piango, sono io che trovo le parole per dire l'indicibile, per medicare tutti tranne che me stesso, sono io che sto qui a scrivere al vento. E l'unico modo in cui so farlo è questo, senza badare a spese, senza compromessi. Senza segreti da serbare. Mi dite che spesso le mie parole sono le vostre. Non lo so. Sono per voi, questi sì, ma se vi rispecchiano, questo come giurarlo? L'unica cosa di cui sono certo, è che non è un gioco questa scommessa. Non ho altro da dare che le mie ammissioni, e non ho più niente da perdere o da vincere. Non so nemmeno perché lo faccio, e se mi faccia più bene o male. Ma da questa bolla trasparente ancora non esco, se scoppiasse non saprei dove andare, cosa fare di me. 

Commenti

  1. Con le tue parole mi hai aiutato quando cercavo aiuto e non ne trovavo. E grazie a te ho letto Guareschi, Camus, Simenon e Saviane che mi hanno spalancato mondi nuovi.
    Io posso solo dirti grazie, grazie, grazie.
    vit

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  2. le tue parole non hanno prezzo se non l'eterna stima e l'orgoglio di leggerti ed imparare .
    concordo con vit.
    Vp

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  3. Massimo sei una persona bella e sensibile, vedrai che quando incontrerai Dio incontrerai anche la felicita', fidati cerca il Signore e lui si lascera' trovare

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  4. Sei uno sfigato piagnone che non serve a niente e a nessuno.

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