UN FOTTUTO BISOGNO


Stavo mangiando, son capitato sul Sat 2000 dove mandavano il “Cuore” con Johnny Dorelli che fa il maestro. C'era la scena di Franti che piglia in giro Precossi perché suo padre è un alcolizzato che lo picchia. La scena è strappalacrime, che te lo dico a fare, ma io ho avuto un moto di fastidio più ripensando all'elogio snob che del teppista faceva Umberto Eco. Non l'ho mai capito. Oggi ancora meno, che son vecchio, la mando giù quella classista esaltazione del bullismo con tutti i birignao del caso, le manfrine pseudocolte, i paradossi arroganti, le strizzatine d'occhio al brigatismo ruggente. La solita rivoluzione da salotto dei baroni, dei mandarini che si schieravano sempre coi violenti che coincidevano coi loro figli, l'elogio dell'impunità che da decenni ci sta addosso come un'ombra mefitica e indisperdibile che, a forza di elogiare il Franti di turno, ci ha portati all'irreversibilità dell'infamia. Io il Franti che fa soffrire un compagno pieno di lividi e di vergogna, che lo umilia a quel modo, l'avrei preso a bacchettate nei coglioni. E mi dava sollievo, un banalissimo, patetico sollievo il grosso e lento Garrone che si alzava a proteggere il compagno inerme dalla carogna strafottente. Non contento, ancora un par d'anni fa sull'Espresso sdottoreggiava usque ad minchiam il vecchio trombone (uso un dissacrante linguaggio iconoclasta umbertino alla Franti, Eco non potrà che apprezzare), citandosi e ricitandosi come fanno i vecchi: “Franti ora è fuori dalla scuola. Non è morto, studia sui fogli della controinformazione. Sinché l'ultimo capitolo di "Cuore" non sarà scritto, il nemico sarà sempre Enrico, che studia sui libri di testo bugiardi ciò che non ha capito Carlo Marx”. Sai che c'è? Se ne andassero affanculo Franti, Umberto Eco, don Milani, la controinformazione, la sinistra progressista e pacifista che stravede puntualmente per i delinquenti, il pensiero cattolico fondato sul perdonismo ignobile, l'esigenza di salvarne uno (che non si fa salvare) condannando le cento sue vittime. Dopo tanta ingiustizia (e affarismo) spacciata per misericordia, accoglienza, recupero, solidarietà, sento un fottuto bisogno di normalità, magari anche di ingenuità, comunque di quell'umanità che, se necessario, passa per le pedate nel culo del prepotente.

Commenti

  1. Mai sopportato il delirio tutto italiano di concentrare tutti gli sforzi per recuperare gli irrecuperabili, che al contempo comporta ignorare i normali e non valorizzare i talentuosi: a scuola era un classico, e sono sicuro che ancora adesso è la regola.
    Cambia l'ideologia ma l'imbecillità della favoletta del figliol prodigo resiste inscalfibile.
    vit

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  2. mia figlia .fino all'anno scorso.tornava da scuola,un istituto professionale,incazzata perche le solite ragazze problematiche e con il prof di sostegno facevano un cazzo tutto il giorno e prendevano gli stessi voti di chi si faceva il mazzo e se ne vantavano pure.
    non c'era anche un gruppo musicale alternativo torinese ,molto impegnato politicamente, chiamato franti?

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  3. Massimo, hai letto delle due occupazioni, una a roma una a bari, finite con denuncia e sospensione dei casinisti? A parte l’ovvio frignare dei ragazzetti, ho letto cose allucinanti, tipo il padre di uno dei ragazzi: “ho pensato a mio figlio, un ragazzo per bene, non una testa calda, gli ho consigliato io di occupare perché credo che nella vita di uno studente sia un’esperienza da fare”.
    E poi c’è una preside di bari che si è rotta le scatole e ha denunciato e sospeso le teste calde che volevano occuparle la scuola. E qui spunta una fantomatica unione degli studenti che scrive un comunicato in puro brigatese: “Ad ogni atto di repressione risponderemo tutti assieme, non si può pensare di fermare le proteste studentesche con la forza, i tentativi di reazione da parte dei dirigenti scolastici non passeranno” al solito, la rivoluzione non si processa.
    Si è messo pure di mezzo un deputato sel con una demente interpellanza parlamentare “La reazione della Dirigente scolastica del Liceo Salvemini di Bari è sproporzionata, oltre che ingiustificata. La denuncia nei confronti del rappresentante degli studenti della scuola è una ingiusta criminalizzazione del dissenso”
    ma dove vogliono arrivare? sono ridicoli e patetici.
    vit

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    1. Non venissero più a parlarmi di repressione, di Genova, di Carlo Giuliani...

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