SMILE TO ME


Magari mi sbaglio, ma ho visto un indizio che secondo me non mente (Lie to Me), un baleno rivelatore, una sensazione lieve ma densa come una profezia. Non stava nelle anime della sinistra intente a contarsi, l'impalpabile pesantezza del Jurassic Park sindacale contro l'insostenibile leggerezza del luna park Leopolda. No, io l'ho visto in un sorriso. Un sorriso non da Gioconda, ma da Venere botticelliana del PD due o tre punto zero, insomma la Boschi. Non la Madonna lacrimante tra i clientes leopoldini e neppure quella condiscente da quel ciambellano di Fabiofazio. No, l'apparizione è stata in un servizio di telegiornale, qualche sera fa. Sorrideva, naturalmente, ma era un sorriso diverso. Cambiato. All'inizio, quando andò a giurare in tailleur blu elettrico, era il sorriso un po' imbambolato di Heidi, tra eccitazione ed ansia, ma chi l'avrebbe detto a 30 anni appena. Era il sorriso dagli occhioni blu come il tailleur, sgranati, quasi in cerca di comprensione. No, quello dell'altra sera, una manciata di mesi e di premesse dopo, era tutt'altro sorriso. Gli occhi sempre sgranati, ma questa volta in modo plateale, una luce di tracotanza, di incredulità, ma che vogliono questi qui, ma lo sanno con chi hanno a che fare, il sorriso irridente, sfottente, del nuovo potente che sta perdendo verginità, freschezza e soprattutto contatto con la realtà, che si sente arrivato, intoccabile, indiscutibile e alle critiche reagisce col compatimento gentile ma chiaro, inequivocabile: io sono io e voi... 
Voilà. Fossi in Renzi, comincerei a preoccuparmi di quella crepa del sorriso. Perché di solito le frane cominciano da lì. Da uno scricchiolio che nessuno avverte, che non si vuol vedere, che si scambia per sicurezza ed è invece sicumera. La banda Renzi, partita nel segno di una vicinanza informale, jovanottesca con la ggente, è cambiata molto presto, troppo presto: hanno capito, come ha ammesso il caposcout, che l'Italia era scalabile, per dire che tutte le resistenze ormai erano marce, erano corrose, dal paleosindacato alla nomenklatura interna, che Berlusconi era cotto, che una destra non esisteva: bastava non guardare in faccia nessuno, mettersi in marcia e le casematte si squagliavano senza neanche resistere, erano scatole di cartone sotto l'acquazzone. Intendiamoci: avere svecchiato, aver confinato le varie Bindi al museo, resta un merito. Ma se resta l'unico merito, è troppo poco e non autorizza certi sorrisi trasformati da Heidi a marchesine del Grillo. Dovrebbe ricordare, chi sorride con l'espressione finta incredula per amplificare il disprezzo, che tutto passa sotto questo cielo, a maggior ragione il potere, a maggior ragione in Italia. Basta un passo falso, uno solo, e magicamente tutto si ricoagula e tu non ci sei più. Questo, certi mandarini scaduti lo sanno perfettamente bene: campano su una retorica vecchia, imbolsita, calcarea, ma proprio per questo inscalfibile. Occhio, ministra sorridente, che le Camusso passano, ma le Boschi passano pure più in fretta. Se voi ragazzi pensate di avercela fatta, e di cavarvela con i tappeti rossi delle Leopolde, avete chiuso prima di rendervene conto. 

Commenti

  1. hai perfettamente ragione....ancora qualche mese e questi vengono fatti a pezzettini

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    1. Il punto non è chi se ne va quando, è la nuova arroganza

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  3. La nuova arroganza è la stessa di sempre.

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  4. Anche Mara Carfagna ha un bel sorriso e anche due bellissimi occhioni. Per dire che le similitudini tra Silvio e Matteo in effetti abbondano. C'è una questione: io in tema di lavoro sarei anche sulle posizioni di Camusso e Fassina, continuo a non capire perchè il potere di licenziare a piacere dovrebbe far diminuire la disoccupazione. Senonchè li conosco, non loro personalmente ma i loro epigoni locali, sindacalisti e amministratori. E ho maturato la convinzione che dei lavoratori non gliene freghi assolutamente nulla.

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    1. SI era capito tutto, ma proprio tutto, dall'incipit del messaggio

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  5. Passera(senza accento) anche lei, mica è Elvis o Mick !

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