STUPENDO


Salgo come su un sogno
Le maniglie già impugno
E i sedili di legno
Dove stai con ritegno...
Quegli odori d'incanto
Se fuori passa il mondo
Stupendo è ritrovarmi
Nel gran cuore sincero
Di questa mia città
Chiuso qui prigioniero
Del tram dove davvero
Io ci ho lasciato il cuore
Partiva dalle scuole
E dentro il centro arriva
Ancora, come allora
Scricchiola, un po' traballa
Forse avrà la mia età
Arancione poesia
Che oscilla per la via
D'una pista di ferro
E suona il campanello
Che annuncia la fermata
Il biglietto si acquista
Per la piccola gita
Là dove son cresciuto
Perduto nei colori
Di tutti quei quartieri
Che adesso son diversi
Eppure li attraversa
Come una vita fa
Il tram che non lo sa
Io quanto l'ho rimpianto
Mi metterei al comando
E come dentro un guanto
D'amore resterei
Finchè scende la sera
E un'altra corsa intera
In me stesso farò
Nel ricordo di chi ero
Ritrovato, perduto
Fra la gente mia vera
Così bella, più pura
E' tardi, tocco il vetro
Ecco, fuori, lì dietro
All'edicola, quella!
Sono io quel bambino
Che per mano a sua madre
Regge un mazzo di fiori
Non sono pazzo, giuro
E' che oltre le piogge
D'anni che lenti vanno
Tracimano fantasmi:
Aspettano perenni
Che il tram passi di là
E infine tu li vedi
Atroci, ritti in piedi
All'ultima fermata
Dove incrocia la vita

Commenti

  1. Sto rileggendo in questi giorni il tuo splendido Milano funeral. Tanta rabbia, tanto dolore ma in fondo si sente forte che la tua città ti si è conficcata dentro al cuore.
    un abbraccio
    Sandro

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  2. Niente è più presente di ciò che non c'è più

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