LA COSCIENZA


Mi mettono così soggezione gli animali. Tanto mi preoccupano che davanti al vetro che ci separa indietreggio, non per paura ma per non incrinare il mistero. Ora che anch'io ne ho tre, ritrovo nei loro sguardi, in tutti gli sguardi, di ogni specie, il brivido di un contatto aleatorio, fatto di tristezza, direi, e di dignità. Per quanto possiamo sforzarci, resteranno segreti fra noi. Torno al Parco Zoo di Falconara, così prezioso per noi. Mi confonde la scimmia che mi scruta curiosa, mi conquista il suricato che si rizza sulle zampe, mi strega il lupo solitario e malinconico, mi terrorizza il puntino selvaggio nella luce gialla degli occhi del leone, mi sconvolge l'immensa testa della tigre, la morte così vicina a me. Poi arrivano gli umani, e tutto va in frantumi. Commenti idioti, schiamazzi, smorfie mostruose e gli animali vanno via, infastiditi, compatenti. Una magnifica lince, venuta a curiosare, mi regala un brivido inestimabile: confusa forse dal mio cappello, mi fissa magnetica poi arriccia il muso, scopre i denti: resto col fiato sospeso, ci guardiamo fissi e lei pian piano si tranquillizza, mi pare quasi voglia comunicare adesso; ma un ragazzino idiota, con gli occhiali a specchio azzurri, comincia a berciare, urla, fa rutti nelle risate oscene dei parenti; un bue sui settant'anni in permanente scarica stamburate di pugni contro il vetro e la lince, offesa, spaventata, reagisce a zampate disperate. Un salto, e raggiunge la compagna che osserva dall'albero. Spariscono. Resterei ad aspettarla, per riprendere il dialogo, preda dell'incantesimo, ma preferisco fuggire via con mia moglie, due ladri, per non fare una strage. Ho capito che quelli in gabbia siamo noi, e ho capito anche che non sono solo i vecchi, questi sono i figli della scuola di massa che usano la meraviglia naturale di un Parco Zoo come sfondo per la loro volgarità privata, i selfie imbecilli pretendendo che animali selvaggi s'assoggettino al proprio narcisismo, a suon di colpi e di urla. Si fanno tante cose inutili nelle scuole, si buttano vagonate di fondi per stronzate di sapore ludico o peggio ideologico: perché non introducono un doveroso corso di studio sugli animali? Perché non rendono obbligatorie le visite a questi parchi e non fanno capire ai ragazzini che un esemplare non è un trastullo di cui stancarsi, magari dopo averlo torturato, ma un impareggiabile compagno di vita? Ho capito, definitivamente, una cosa: tante sono le fasi dell'uomo, il suo progredire come individuo e in società, ma senza un rapporto rispettoso e profondo con gli animali la sua coscienza resta immatura, si atrofizza, abortisce, si rinnega a scariche di pugni contro un vetro mentre una lince ti osserva desolata.

Commenti

  1. Durante un viaggio in Cornovaglia ho visitato il "santuario delle foche", un piccolo zoo immerso nella natura che ospita animali feriti che non possono più vivere nel loro ambiente naturale, né in zoo con animali sani. Lo staff li cura e spiega la storia di ognuno di loro. Ci sono anche pinguini e otarie. Ecco, lì c'era un pubblico di famiglie, anziani e pochi ragazzi, ma nessuno urlava, nessuno picchiava contro i vetri per richiamare l'attenzione degli animali. Eravamo tutti lì, in ammirazione di queste creature ferite e forse per questo ancora più affascinanti. Nel giardino delle otarie queste erano nascoste, forse riposavano. C'eravamo io e mia moglie, e una famiglia. In silenzio le abbiamo cercato, senza successo, ci siamo guardati, sorriso a vicenda, scrollato le spalle e via.
    vit

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  2. dovevi almeno dire il fatto suo a quell'idiota che ha preso a pugni il vetro....non dovei andartene dovevi dirgli che stava dimostrando quanto l'uomo sia imbecille al cospetto della dignità che il felino mostrava....io ci avrei litigato alla grande

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    1. magari facendo ancora più casino.
      un mese fa volevo organizzare una gita allo zoo di pastrengo con famiglia ed una coppiam amica,ma lei si rifiuta perche dice che gli animali nello zoo le trasmettono un senso d'ingiustizia, che non lo trova giusto ecc ... ... poi le faccio,provocatoriamente," e all'acquario di genova?" Oh si,li ci andrei . boh,non è la stessa cosa ?

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    2. Sono stufo di litigare, stufo di cause perse: chi me lo fa fare? Per poi passare da rissoso, da disadattato? Ormai la gente non ha più il senso della decenza, è subito pronta a trascendere, sarebbe finita a botte e quello che mi terrorizza non è stendere qualcuno ma la trafila giudiziaria infinita dopo. Diventare carne da giudice per avere difeso la civiltà? Ho imparato che non conviene, non in questo paese. Io mi sono arreso.

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    3. Se ti fossi messo a litigare, vorrebbe dire che non avresti imparato nulla dai tuoi gatti. Se c'è una cosa che i gatti possono insegnare, è di non sprecare mai tempo ed energia per le stronzate!

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