RIDATECI UIBEUI' - Costaconcordia contro Costarica (decima puntata)

E' una settimana che sento resoconti da sbarco in Normandia. Bene, ecco i risultati. Non bastava un po' di tifo naturale, in dosi fisiologiche, magari con il buon senso della misura e la dignità dello stile, no, bisognava sbracare nel servilismo alla trippa. E mi riferisco praticamente a tutti i commentatori sportivi a cominciare dall'Invincibile Raccomandata di RaiSport. Altro che Omero, questi facevano venire il latte alle ginocchia, bastava sentirli al fischio d'inizio che preparava il disastro col Costarica i due deprimenti telecronisti, l'esagitato Bizzotto e il Dossena vecchio eroe di Calciopoli: non facevano che ripetere come pappagalli strampalati, l'Italia c'è, l'Italia ha classe, l'Italia è una meraviglia, supermario, superpirlo, supercazzo. Avevamo vinto una partita con una squadra materasso, non una sfida con una selezione tra il Brasile di Pelè, il Portogallo di Eusebio e un'Argentina fatta di undici Maradona, santa Madonna. E chissà che i nostri pellegrini non siano stati indotti a crederci, perché qui o si umilia o si esalta, non ci sono mezze misure. A volte converrebbe la censura per troppi elogi.
Proprio vero, l'Italia c'è e non cambia mai: indigesta, ridicola, piagnucolosa. E non tanto per la sua Nazionale, che al limite può essere lo specchio del Paese, ma per chi la straparla. Non è questione di campanilismo né di disfattismo: alla fine è un gioco, per quanto rutilante, se i propri colori sono fiacchi non è un dramma, se ci sono avversari più forti, complimenti a loro (anche se tutto ci saremmo aspettati nella vita, mai di vedere una Costaconcordia schiacciata dal Costarica). No, qui non si parla di calcio ma del vizio nazionale per la mitopoiesi, che poi è mitopugnetta, sempre e comunque (salvo sfilarsi appena il vento cambia: allora l'attrazione fatale diventa “al massimo buongiorno e buonasera”, anche se in mezzo c'erano letti, affari, patti di sangue). Per dirne una: se l'Italia ci fosse, ma non fosse quella che è, l'intera testata di RaiSport (passata in un battibaleno da "Italia dei miracoli" a "Italia inguardabile") andrebbe sbaraccata subito, prima ancora di finire il Mondiale; a cominciare dagli emeriti pirla che commentano le partite. Ma questo implicherebbe una reazione a catena, su, su, fino ai piani alti della Rai, della Federcalcio, dei partiti che li controllano, campa cavallo. Il Tricolore a Prandelli è questo, facciamocene una ragione e non per il pallone.

Commenti

  1. La telecronaca della partita di questo pomeriggio era penosa, quegli idioti dei cronisti Rai non facevano altro che prendersela con l'arbitro(anche se l'arbitraggio è stato correttissimo, e non ha fatto particolari torti a nessuno), e piagnucolare per ogni fuorigioco fischiato ai danni dell'Italia, anche per quelli nettissimi. Il Costarica ha giocato molto meglio sotto ogni punto di vista, vittoria meritatissima!

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  2. Non è che il costarica ha strameritato ma è l'italia che non è presente come contro l'inghilterra dove solo il risultato è stato clemente . Potremo anche passare il turno cosa a cui non credo ma riinvieremo questa agonia questa inutile sofferenza solo per un altra partita perchè questa squadra non ha un senso a distanza di quattro anni prandelli ancora non sa che squadra schierare e se lo sa lo sa nella maniera sbagliata

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  3. io voglio bearzot in panchina e ciotti o ameri al microfono, quelli erano allenatori e commentatori...adesso non resta che suicidarsi, come a molti in questo paese di m. in cui esistono solo due categorie di cittadini, quelli con il culo al caldo privilegiati e tutelati e gli altri che si arrabattano come possono e che da un momento all'altro possono ritrovarsi tra i poveri cristi, se non ci sono già finiti !

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