NELL'ANNO DEL SIGNORE


Nessuno contesta il diritto di chiunque di credere in quello che vuole, ma quello che si è visto oggi, 27 aprile, Anno Domini 2014, è uno sconcertante ritorno agli anni '50, ad un passato preindustriale e superstizioso, da bigottismo di Stato imposto dalla televisione di Stato. Per l'intera domenica non si è parlato d'altro, non si è visto altro che papi benedicenti, danzanti, svolazzanti, non si è potuto prescindere dalla condizione di emergenza della capitale nazionale e per cosa? Per la santificazione di due pontefici, uno dei quali morto mezzo secolo fa, quanto a dire la faccenda più nuvolare, più opinabile, più impalpabile che si possa immaginare. Per questo gigantesco nulla l'apparato è stato necessariamente imponente, da metropoli militarizzata. E quasi non bastava, coi pellegrini che a migliaia sciamavano lasciandosi andare a comportamenti irrazionali, medievali, dal dormire all'addiaccio al forzare come greggi allo stato brado le zone di sicurezza, fino alle centinaia di stravolti, soccorsi per imprudenze e malori anche gravi. Nessuno discute l'esigenza della fede, ma questa clamorosa genuflessione, impotente, connivente, dello Stato laico deprime così come lascia sconfortati questo passare nel giro di poche ore dalla retorica resistenziale, partigiana al misticismo isterico da canonizzazione: non più una faccenda spirituale e neppure una celebrazione collettiva, ma un colossale rituale scaramantico, una sorta di lobotomia imposta a tutti, presa con allucinante senso d'immanenza, coi telegiornali che si sfiancavano alla caccia e all'esaltazione dei gitanti più deliranti, come quella coppia di polacchi che ha chiamato il figlio “Giovanni Paolo Secondo”. Per la Chiesa in perenne crisi d'identità, per i suoi pontefici che saranno anche santi ma tutti egualmente posseduti dal demone dell'esibizionismo, dell'onnipresenza mediatica, la dimostrazione di una strapotenza indiscutibile, oltre che della solita spietata abilità simoniaca; per lo Stato sedicente Costituzionale, europeo, la conferma dell'impossibilità a cambiare, a rendersi laico sul serio, ad emanciparsi da gerarchie eterodosse che ne frenano qualsiasi velleità riformatrice, anche questa materia di fede ma una fede assai meno solida, neppure più feticistica.  

Commenti

  1. La cosa più sconcertante è che sembrava di vedere scenette da Pistoia Blues,stravaccati in terra a suonare i bonghetti .
    Comunque i pontefici cattolici ,in fatto di esibizionismo ,sono in buona compagnia.
    La settimana scorsa c'era il dalai lama che faceva il giudice culinario in master chef.

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  2. E' la realtà...terribile ....immutabile....
    Nello scorso ottobre in una chiesa vicino casa mia organizzarono un incontro con padre Amorth...l'esorcista....
    Ci andai con amici per curiosità....Nella chiesa e fuori la chiesa si radunarono centiaia di persone (compresi vecchi e bambini costretti ad un'attesa di tre ore senza acqua ne aria condizionata)......Il prete (chiaramente rimbambito ed esaltato) farneticò per un ora tra banalità (il figlio deve rispettare i genitori altrimenti va punito) e deliri (Satana ora passa attraverso internet)........Chi lo ascolava palesava gravi problemi personali che necessitavano di aiuti medici seri (mio figlio sente le voci e urla tutta la notte) o delirava a sua volta (Ma è vero che le fatine delle fiabe sono un prodotto del maligno?).............Alla fine assistemmo alla scena patetica di una neocatecumenale che finse durante la "preghiera di liberazione" uno svenimento estatico...............Altro che medioevo.....Scene da rito vodoo...........L'umanità (almeno nel nostro paese) rimane irrazionale...bestiale...primitiva.....superstiziosa..........
    ps Solo una sana ed incosapevole ironia ennioflaiana ci può salvare...
    Davide

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