LUCIO DALLA


Sono andato così, con la testa sott'acqua, una volta di troppo, una volta di più, domani starò male ma oggi ero felice, son passato così, lungo un viale ciclabile, si sono accesi i lampioni e c'ero solo io, un merlo m'ha guardato poi è volato via, io lì come uno scemo a farmi compagnia ma non mi riusciva bene, c'erano le rondini però non le sentivo, c'erano due uomini ma io non li vedevo, neanche loro mi vedevano, mi sentivo invecchiare come fanno i bambini, mi sentivo sbiadire, cancellare dentro, son risalito in macchina, c'era una canzone, non ho capito se le gocce erano sul vetro o negli occhi. Succede sempre così, va a finire così, s'ammala l'inverno ed io mi condanno così, la stessa voglia di riscoprirmi ancora, spiando le gemme chiuse con dentro primavera, un altro anno è passato, uno va a incominciare, più vecchio e giovane il mondo se si riveste di te. Guardo la sera e torni, non sei andato mai via, quelle canzoni eterne, la tua immensa poesia, tu compagnia per l'anima, un azzardo all'insù, dal lungo azzurro adesso non te ne vai via più. E non lo so se è giusto tirarvi in faccia lacrime, i pezzi di pensieri, le schegge di segreti, confessioni indiscrete, minime condoglianze ma lo faccio comunque, voi buttatele via, giocateci a pallone, ridete ad alta voce o scuotete la testa ma ho solo la mancanza, questa assenza che resta, questo merlo che danza e non posso che offrirlo, spero che lo capite, che capite il mio cuore, lo capite che muore, lo capite un po' adesso?

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