UN BAMBINO DI 3 ANNI


Ma se nessuno ne parla, se nessuno si ferma davanti all'orrore, che senso ha ancora continuare? In Calabria, nel Cosentino, hanno bruciato tre persone, si spera dopo averla freddate, tra cui un bambino di tre anni. Un bimbo di tre anni. Una faida tra malavitosi, annunciata, ho fatto caso, dagli speaker con gelida indifferenza: oramai non si perde neppure più tempo a fingere commozione. C'era una che, dopo, ha detto: cambiamo decisamente pagina, e sorrideva. Io non posso fare a meno di immaginare il volto di quel bimbo di tre anni, i suoi occhi che non capivano, ma forse intuivano, davanti alla pistola, e poi il suo corpo che brucia. E non posso fare a meno di proporvelo. Non aggiungo altro, ma non posso evitare almeno questo ricordo. Non odiatemi se potete, ma se non ci fermiamo più a considerare un orrore come questo, cosa siamo diventati?, cosa rimane di noi? Io continuo a credere di avere il dovere di farmi male, almeno per un momento. Non sono ancora pronto alla vigliaccheria dell'indifferenza.

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