FACILI DOMANDE (consigli per un editoriale)

martedì 7 maggio 2013


Gli “editoriali” di questa pover'anima immolatasi al direttorio, lo sappiamo, hanno sempre contenuto il nulla sotto vuoto spinto e va beh, non si può infierire, la quercia fa la ghianda, la scuola quella fu. Nel caso in questione, tuttavia, c'è qualcosa di meno del nulla: c'è fumo, fumo. Invece dei soliti piagnistei sulla crisi, che dissimulano una mentalità tipicamente statalista ma furbetta, cioè lo Stato mi “deve” parare le chiappe (e al resto ghe pensi mi), la direttora non per piacer suo, ma per dare un Mucchio a Dio, perché non ci illumina su alcune cose? Ci chiarisse, per esempio, o meglio ancora ci smentisse, le saremmo grati, la faccenda, ampiamente narrata dall'ex Talent Scout, del tutto compreso, tutto spesato ex cooperativa, dalle carte di credito aziendali alla carta igienica; valeva solo per il transfuga o anche per altri, e in quale misura? Ci chiarisse pure, se non dispiace, la faccenda degli automezzi in leasing, che poi venivano riscattati e li si rivendeva lucrando – è sempre l'ex direttore a metterlo nero su bianco – sulla differenza: il lucro che fine faceva? L'acquisto di immobile in luogo dell'affitto della sede, apprendiamo sempre dalla stessa qualificata fonte, fu assunto dalla cooperativa: come mai non ne giunse notizia? Con quali fondi? Che fine ha fatto quell'immobile? Viene fruito personalmente o viene locato? E, in questo secondo caso, le entrate ex locazione, a quale destinazione d'uso vengono riferite? Sussistono forse plusvalenze? Perché la direttora, nella sua email del 28 dicembre 2011, annunciava la volontà di sciogliere senz'altro la cooperativa e di vendere la propria auto (blindata, vogliamo sperare) per far fronte ai debiti? Come può un bene personale venire immesso in un passivo aziendale? Oppure anche la vettura era formalmente un bene della cooperativa? Che modello era, per poter tappare significativamente la voragine? La cooperativa, a distanza di 18 mesi circa dall'annuncio di scioglimento, risulta tuttora in piedi: come mai? In quale forma? Composta da chi? Sono tutti soci lavoratori? Fino a quando?

Al di là dei soliti periodi ipotetici, possiamo avere il bene di conoscere attuale posizione e inquadramento contrattuale delle fuoriclasse rimaste? Cinquecentomila euro l'anno, a scendere, ma per quasi un decennio, non sono bruscolini, diceva quello: come mai non bastavano mai, considerando il livello non proprio esagerato dei compensi ai collaboratori? E, a proposito, e prima di ogni altra cosa: vogliamo produrre le buste paga, se non è troppo disturbo, e non sul netto ma totali di tutte le voci e comprensive di benefit (su eventuali fuoribusta transeat, siamo uomini di mondo), che se no qui facciamo come i grillini? E, sempre se non siamo troppo indiscreti, relativamente agli ultimi 10 anni di pubblici finanziamenti? I conti si fanno sul lungo periodo, nascondersi dietro l'attualità del naufragio non è bello. Certo, apprezziamo la romantica assonanza tra emozione ed assunzione, sempre rispettata, mai tradita: è giusto, al cuor non si comanda, anche quello di chi comanda; ma si attendono risposte per un sereno raffronto con quello che diversi collaboratori, non proprio di primo pelo, non proprio dell'ultimo giorno, non vedevano in un anno e comunque sudando assai. E senza neanche comparare i curriculum, che sarebbe poco galante.

Direttrice, che dice: anche questo va riferito alla crisi, alla diminutio delle sovvenzioni, al momento difficile, alla morte della cultura, alla mortadella che non è più quella, a Berlusconi che fa il bunga bunga? Siccome, a mia memoria, ho visto scomodare infinite volte su quel giornale la Costituzione, e di quella ho rispetto, mi permetto di ricordare che in essa sussiste un articolo dove si parla della retribuzione spettante al lavoratore, che ha da essere proporzionata alla quantità e alla qualità del proprio lavoro e comunque tale da assicurare a lui e alla sua famiglia una esistenza dignitosa e via scolpendo: vale solo per chi si autoassumeva, con rispettive compagne? Per tutti gli altri, sopperiva il mantra “non c'è una lira/euro”, col senno del poi forse un poco fuorviante? A proposito. #Sapevatelo, voi speranzose giovani leve che anelate a soppiantare i vecchi esosi e fuori dal tempo, che adattarsi a lavorare per la causa, per la storia, perché non c'è un euro, insomma gratis, oltre che da coglioni (are you experienced?) è illecito, contro la deontologia e asseconda quel precariato e quello sfruttamento contro il quale poi scenderete in piazza, anche solo idealmente. Prima regola: orgoglio e dignità (are we experienced).

Ancora una cosa: preso atto dell'emorragia di “consulenti”, tutti evidentemente per grettezza congenita, anche le residue autoassunzioni sono attualmente a secco, oppure esse sole continuano a percepire, dolorosamente, regolare stipendio? Per quale preciso ammontare? Data la crisi, la diminutio eccetera, sarebbe lecito attendersi una significativa riduzione anche delle proprie pretese, considerando i reiterati inviti a lavorare gratis; oppure, povera direttora controvoglia, solo perché Deus lo volt, i medesimi inviti valevano solo per qualcuno, ed erano, pertanto, pretestuosi (“Ti fu fatta una autentica porcata”, ebbe a commentarmi in camera caritatis uno dal sen fuggito)? Davvero è squallido aspettarsi d'essere pagati quando si lavora, e qui si parla per tutti quelli che s'impegnavano lì dentro, anche quelli che non mi sopportavano, che magari sparlavano pure, ma sulla cui dedizione garantirei col sangue?

Ecco, invece di querelarsi a vicenda per andanti considerazioni estetiche, piacerebbe sapere se siano volate denunce per questi dettagli, significativamente più rilevanti; oppure, in caso di pax armata, come mai. Chiediamo scusa per l'insistenza, ma la “trasparenza delle comunicazioni”, evidentemente, per noi, pur membri cooperativi per un periodo, fu dirottata e si fermò al mantra: non c'è un euro, siamo tutti nella stessa barca. Le stesse variazioni di compenso, puntualmente al ribasso, ci sorprendevano davanti al fatto compiuto, giusto una mail di circostanza. Sapendo che chi ha bisogno di lavorare si adegua. Soci, ma non assunti, né percipienti, né avvantaggiati altrimenti. Meglio così, la nostra dabbenaggine è la nostra miglior garanzia.

Ultima curiosità. Come poteva un giornale sull'orlo della fossa assicurare all'espulso una liquidazione decennale sontuosa? A quanto ammontava esattamente la stessa? Queste so' cose vere, so' cose serie: non certo per i lettori, che se ne uggiano e non vogliono sapere, si voglion cullare, cullare nel mare della tranquillità, perché e finché non tocca a loro di scoprirsi uccellati. Ma invece, c'è cosa: invece del solito fumo, fumo, perché non si fornisce una risposta convincente, intanto, a queste prime, facili domande?

18 commenti:

  1. sei tu sei socio della cooperativa editoriale in questione (hai comprato qualche quota come hai detto in alcuni pezzi) hai dei precisi diritti che puoi fare valere in sede giudiziale dato che, se mala gestio c'è'stata, questa è un illecito nei rapporti tra soci...avere depauperato la cooperativa per anni non è una cosa che si può far passare liscia, una società cooperativa ha delle regole precise, non si può lucrare a man bassa impunemente, in particolare se una parte cospicua dei ricavi sono di fonte pubblica ....

    inoltre se hai lavorato anni e anni sottopagato, forse sei ancora nei termini per far valere i tuoi diritti sul piano lavoristico (diverso da quello societario)....come vedi di spazi di azione potresti averne

    ex lettore del Mucchio che ha smesso di leggerlo per il voltastomaco causato da queste vicende

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  2. Non sono socio e non ho mai detenuto nessuna quota. Come più volte spiegato, ho accettato di far parte di questa cooperativa essendo giornalista iscritto all'albo, in quanto mi era stato chiesto per consentire al giornale di vivere, aiutando chi ci lavorava. Cioè nell'interesse esclusivo del Mucchio. Nulla di più ho mai saputo, neppure chi fossero gli altri soci, ed è per questo che ora pongo domande, alla luce di quanto emerso poi. Nel maggio 2011 dalla nuova dirigenza mi è stato chiesto di togliermi, con un fax, e l'ho fatto immediatamente. Non ho mai ricevuto alcuna comunicazione nel periodo di permanenza. Ho prodotto le proporzioni dei miei "compensi", me ne sono andato di fronte a proposte offensive ("lavora gratis"), ho rifiutato l'appoggio a un cialtrone che già spendeva il mio nome, ho accettato di ripartire con un nuovo progetto solo una volta completamente libero da qualsiasi impegno (anche io posso avere voglia di impegnarmi e di rimettermi in gioco, o no?), ho mandato al diavolo quel cialtrone, constatandone la mancanza di serietà e di correttezza, rifiutando di collaborarci comunque. Ribadisco: al Mucchio ero una delle firme più rilevanti, da 14 anni, e prendevo meno di tutti in assoluto. Tutto ciò ribadito, se qualche slavetto per vocazione ha il coraggio d'insinuare che fossi connivente o complice di alcunché, questa è la volta che vado a prenderlo e gli insegno la drum and bass a scariche di calci nel culo.

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  3. very alternative people,
    oddio : sembrano piu' alternativi i pensionati che dirigono i cantieri edili, ma tant'e';
    Mdp non farti prendere da polemiche di iatlica piccineria : hai ancora molto da fare e dare e dire, guarda avanti.
    Vp

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  4. Guardare avanti e guardare indietro non sempre sono dimensioni inconciliabili.

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  5. Consulente alla redazione, socio pro tempore cooperativa: 400 euro/ mese per 11 mesi a 400 giorni e passa. Qualche altro pari livello, non gli scalzacani tipo le groupie dei wu ming, prendevano di meno? Vediamo se qualcuno può smentire questo. La morale della donna del capo non mi interessa. Fine delle discussioni, alle mosche da forum non si replica.

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  6. premesso che per me sei una merda vivente, nemmeno i tuoi ex collaboratori sono così distanti dalla mia opinione

    http://ilmucchio.net/showthread.php?t=13390&page=8

    fatti una risata e farcisci le tue inutili invettive con le parole "Grillo" e "Berlusconi" e la vita ti sorriderà

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  7. ma l'opinione di uno senza faccia, senza nome (come sempre), che valore ha?

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  8. e questa sarebbe la stampa indipendente... soldi, soldi, sempre e solo soldi (col culo degli altri e il sostegno pubblico). e quell'altro - lo storico direttore - che faceva la bella vita a barcellona (e che in redazione - parole sue - si faceva vedere due volte all'anno!). mamma mia che tristezza. mamma mia che tristezza.

    carlo alberto sindici

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  9. poi però c'è stato il cambiamento.

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  10. oltre al tuo blog sto seguendo anche quello di guglielmi e i commenti di tanti lettori delusi del mucchio su facebook. da lettore storico (primo numero acquistato: ferragosto del 1988!) di una rivista che di fatto non c'è più, fatico a farmene una ragione. ma anche a digerire le verità che emergono sulla passata e attuale direzione. per fortuna se uno ha tempo aspetta sulla riva del fiume i cadaveri dei "nemici" e prima o poi verrà accontentato (non mi pare che stefani se la passi bene, mentre l'attuale direttora avrà presto sulla coscienza la migliore rivista musicale (e non solo) italiana. questi (anzi, queste) non durano altri due numeri, poco ma sicuro!

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  11. per me sono già morti da un pezzo. loro e le loro balle. ora, padronissimo, chiunque, di darmi del coglione. ma se uno appena va un filo oltre, se solo si permette d'insinuare una mia connivenza o convenienza di sorta, o che fossi al corrente di qualcosa, o che mi sia stato bene qualcosa, o di darmi altrimenti del bugiardo, allora si mette nei guai. e di quelli che neanche può immaginarsi. perchè sono già abbastanza incazzato per come sono stato preso perennemente per il culo, prima, durante e dopo. spero d'esser stato chiaro.

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  12. devi fare causa, di ragioni ne avresti visti i compensi che ti hanno rifilato per anni per il tuo lavoro e di cose ne sai...rompi i coglioni sul piano giudiziario...

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  13. Io i miei "compensi" li ho prodotti. Sto aspettando quelli degli altri, in ragione di curriculum, importanza, eccetera. Preciso che non ho mai avuto convivenze con alcun direttore in vita mia, e mai ne sono stato assunto, ergo certe morali che viaggiano su auto aziendale sono davvero imbarazzanti.

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  14. caro Massimo, non so chi ti accusa di essere stato complice di stefani o dell'attuale direttora. è una questione che nemmeno mi pongo, avendoti letto per anni e sapendo come la pensi e con chi avevi a che fare. certo, potrei darti dell'ingenuo, ma sai da solo di esserlo stato. una cosa ti chiederei, dato che lo hai menzionato (forse in questo o in un post precedente: non costringermi a rileggere, per favore): non ho mai capito bene le ragioni della tua aperta conflittualità con scanzi (che io stesso non sopportavo... puoi chiarirmi - se lo vuoi - le idee al riguardo una volta per tutte? grazie
    carlo alberto sindici

    A parte le cose che hai detto tu, e che qui ho dovuto omettere, è uno che ha scritto: sul proto-forum del mucchio che speculavo sui drammi per farmi le ragazze; che "ingiuriavo" (sic) Enzo Baldoni standomene seduto in poltrona (su Extra del 2006), ben sapendo che le mie frasi, "casualmente" sfuggite a Stefani, furono uno squallido travisamento, un copia incolla ad uso e consumo strumentali dei wu ming e di altri sciacalli; che usavo inserire su indymedia post dal mio blog per... farmene insultare, ovvero attirare l'attenzione (sul suo sito: ho denunciato anonimi su indymedia, proprio per poter dimostrare che mai avevo fatto una cosa del genere, ed ho querelato un'altra della Stampa, che lo insinuava, insieme ad altre diffamazioni); più altre faccende, pubblicamente poco rilevanti. Uno così, per quanto mi riguarda, è un cialtrone e ha fatto la fine che meritava, quella della figuretta da presepe televisivo.

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  15. Tutto quello che vuoi Massimo (omonimo), ma un po' di vergogna ad usare a mo' di insulto termini come "slavetto"?

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  16. Ma come siamo sensibili. Tu dov'eri, caro anonimo, quando su quel forum di merda ironizzavano pure per la morte di mio padre? Li hai contati, in 10 anni, gli insulti a me? Quindi, aria. Libero chi vuole di abbruttirsi un altro po', tanto ormai sono terminali, ed è opera di carità riempire i loro ultimi giorni: ma insinuare di servilismo, se non di compliciità, dal pulpito di certe resistenze, proprio è il colmo.

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  17. Poi 'ste cose mi fanno ridere, se i nomignoli (bisogna saperli fare, tra l'altro) li fanno Grillo o Travaglio sono simpatici, democratici, altrimenti scatta l'indignazione... Ma mettetevela dove sapete, l'indignazione.

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  18. E comunque, signori, la battuta più perfida (e quindi la migliore) non è mia, era rivolta ai lettori e diceva: io sto nel mucchio. con quella non c'entro, sapevatelo.

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