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SE NE ACCORGERANNO...



SE NE ACCORGERANNO...
La democrazia non è un abbaglio, non è licenza di giocare alla lotteria senza pagarne le conseguenze. C'è chi la scambia con la facoltà, il dovere addirittura, di votare di tutto di più in modo compulsivo. Più voti, più referendum, più partecipazione (quale che sia) uguale più democrazia. Invece è l'opposto, il voto è una conquista troppo degna per inflazionarla così, il votatore compulsivo, il partecipazionista scatenato, fa più male che bene alla democrazia. Non manca chi nella propria vita svolazza come una farfalla alla ricerca di “un qualcosa” che non conosce, che sta solo nelle sue aspirazioni confuse quando non ambigue. È partito da un estremo e via via è approdato all'altro, ma con licenza di ritorno. Ha sposato il marxismo-bignami dell'immaturità liceale per poi sbarcare ad un ragionato craxismo pragmatico, per poi sbracare nel forzitalismo festaiolo e di lì al grillismo tagliagole, questa mistura di templarismo digitale con un po' di dadaismo, surrealismo e vaghi sentori di Pol Pot. La cantante Mina, che è di quelle convinte di saper tutto perché sa fare bene qualcosa, ha scritto una letterina demenziale, pura idiozia distillata, dove non contempla gli intendimenti del Grillo ma lo celebra perché dall'altra parte fanno tutti schifo e si balla il bunga bunga.

E che diavolo c'entra? Se per reagire ad una degenerazione spreco un voto in funzione goliardica, polemica o come salto nel buio, chi mi garantisce che non peggiorerò addirittura la situazione? Questo è il voto irresponsabile, che non si cura delle conseguenze: anche nel 1933 la gente in Germania era stufa della socialdemocrazia, del conseguente assetto di potere, dei danni della prima Guerra che non si riuscivano a superare, c'erano 6 milioni di disoccupati e hanno consegnato il potere a quello che sbraitava di più, uno squilibrato che aveva messo la propria abiezione nero su bianco, senza che nessuno la leggesse. L'abominio che ne è conseguito ancora ci perseguita. Senza voler fare grilleschi paragoni tra Hitler e Grillo, basti fermare che la logica è importante, e senza logica, senza testa, anche senza quel minimo di cultura di base, si finiscono a scrivere le letterine di Mina. O a sposare i proclami di Finardi, convinto che Chernobyl ha fatto venire la tiroide a lui e sua figlia, senza mai aver letto un solo rapporto scientifico sulle reali conseguenze di Chernobyl. O sull'impostazione platonico-energetica di Renato Zero: “Voto sì al referendum perché votare è un dovere [e dài!] e io voglio l'acqua gratis per tutti e anche lo champagne francese”. Come fai a scontrarti con simili fughe dalla logica, poco innocenti evasioni dalla razionalità, scappatoie dialettiche che neppure la licenza poetica può soccorrere?
Poi, al fondo di tutto, c'è la weltanschauung di Celentano, sulla quale stendiamo pietosi veli. Il trionfatore di Sanremo tira anche lui la volata a Grillo il quale da parte sua ha spiegato, si fa per dire: “Noi non dobbiamo fare un cazzo, fanno tutto gli altri!”.
Infatti “gli altri” vengono puniti, giustamente, come in Grecia (e pure in Italia) dove però si privilegiano le ali estreme e, speriamo almeno, senza sbocco: neostalinisti, neonazisti (che entrano in Parlamento: sai che progresso). Così, irrazionalmente, pur che si voti. I “provare per credere” della democrazia passano con disinvoltura a una fascinazione all'altra, se l'ultima ha deluso la prossima andrà meglio. Vanno a votare come si va al luna-park, tanto per divertirsi o spaventarsi un po'. Mi piacerebbe trovare ancora qualcuno convinto di cosa vota anziché farlo con rabbia, disperazione o un vago senso di mancanza di pudore, da domenica al mare con la frittata di cipolle: ma sì, culo per aria e vai col tango. Invece sono proprio questi che fanno la differenza. Voti a perdere, voti contro, sì, ma anzitutto contro se stessi, nell'infantile pretesa di trovare una soluzione, una qualsiasi anche se non esiste, come un bambino che non vuole uscire dal negozio senza un giocattolo nuovo. Ma quello che davvero i pariti temono (e infatti, toh: di colpo calano la benzina) non è il voto scemo ad uno scemo che poi riassorbono tranquillamente: è il non-voto, è il crollo dell'affluenza. Quella è la botta micidiale per cui non c'è rimedio, e che li spedisce tutti a casa. Non il voticchiare, per rigurgiti clientelari o per allegria (sconcia), una pletora di ex democristiani a vario titolo e colore, da Vendola a Tosi, da Orlando a Grillo. Per non parlare degli eterni clientes che in Abruzzo hanno eletto Moccia nel paese della moglie. Altro strampalato precedente che spalanca radiosi obiettivi: domani perché non Pupo, Belen o lo stesso Corona? Tanto poi li “cambiamo”.
Esiste, resiste questo conformismo per cui siamo contro tutto e tutti, siamo di mente libera noi, ma se “ti dicono” di andare a votare ci vai, anche in modo fantasioso o indecente, altrimenti fai schifo e ti devi vergognare. Col risultato dell'euforia demente che altrove deve far preoccupare un po': in Italia il terzo partito è Grillo, un cabarettista che chiama un oncologo “Cancronesi” e quasi inneggia alla lotta armata? E i suoi ragazzini visionari dovrebbero passare da Sarego Vicentino al Parlamento?
Star fermi un giro, esercitare il legittimo diritto allo schifo no, se no vanno su le derive populiste. Vuoi mettere invece mandarle su votandole esplicitamente? Ha tutto un altro sapore il qualunquismo da cupio dissolvi (quel poco che resta) di chi vota perché “bisogna farlo”, cioè ci si deve assoggettare al rituale a metà tra l'isterico e il primaverile. O per dire, con Mina: sai che ho combinato? Ho votato Grillo, epater le burgeois. Basta che poi non diventi impossibile tornare indietro.

Commenti

  1. già, 'resiste questo conformismo per cui siamo contro tutto e tutti'. quindi se voglio sentirmi diverso sparo un po' di -ismi a buon mercato contro i ragazzini visionari che vogliono wi-max e nessun rimborso elettorale. oh ma che cosa ributtante.
    non ho nessuna rabbia, certo non la tua. mi illudo ci siano ancora persone per bene che cerchino il protagonismo fattuale oltre le righe di un blog.

    se qualcuno ti prendesse sul serio saresti davvero utile ai puttanieri di ieri. che meraviglia, abbiamo trovato l'autore di 'menomalechesilvioc'è'.
    coraggio massimo, Moccia governerà 300 anime e tu potrai continuare a sentirti diverso.
    nonostante [o grazie a?] grillo.

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    1. L'illusione è l'oppio dei popoli. Il "protagonismo fattuale" è una formula aracana, e un po' inquietante.

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    2. Specie per sostenere uno che ha fondato la sua (anti)politica su un blog.

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  2. In Italia ho sempre sentito dire voto quello perche' quell'altro e' peggio. In Italia sono 60 anni che ci accontentiamo di scegliere il meno peggio basandoci su pochi fatti e mon certo sulle idee. Non si dovrebbe scegliere il meno peggio, ma il meglio, e se il meglio non c'e' allora esercitare il diritto di voto non serve, e' solo deleterio perche' legittima uno che dovrebbe andare a coltivare la terra

    Oggi gli italiani stanno scegliendo tra il piatto di cozze pagato pochi centesimi alla camera e quello che portava il sacco di cozze alla camera. Quando il comico diventa politico significa che non si sa se le cazzate per farci ridere ce le raccontano chi fa politica per professione o se e' il Grillo della situazione che dice cazzate, ci fa ridere e la sua ironia diventa politica per diletto e si trasforma in politica di massa.

    Alla fine abbiamo quello che ci meritiamo, tristemente

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  3. Dovessimo usare il metro di Grillo, saremmo costretti a ricordarci che è un pregiudicato per omicidio colposo, uno che ha fatto i condoni e quant'altro. Infatti neanche può candidarsi personalmente, nel suo partito-azienza manda avanti dei fantocci. Ma la gente lo vota proprio per questo, la supposta "pulizia" consiste nel gusto del peggio dopo il peggio. Del resto, i commenti di chi lo difende sono illuminanti. Idee zero, programmi zero, tanto fanatismo e voglia di forca. Ci siamo già passati, ma la storia non è maestra di niente.

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  4. Se nessuno andasse più a votare, il "piedino"dell'europa diventerebbe"piedone"?
    Ammettiamo un'affluenza zero alle prossime elezioni.
    Non è che qualche collega europeo salterebbe su a dire"beh,visto che questi si son così rotti le balle che non gliene frega più niente,glielo diamo noi il loro governante".Vedi Monti.
    Io a votare non ci vado comunque.

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  5. Mi pare forzato. Trovo più plausibile un doversi rigenerare per forza della politica. Una astensione ancora moderata come da noi, tanto per cominciare, ha sortito un peloso, pelosissimo ribasso della benzina. Figuriamoci se il tasso di astensionismo fosse stato triplo. Invece con l'antipolitica si sceglie solo un peggio per un peggio, una politica rovesciata. Davvero qualcuno pensa che Grillo con le sue escandescenze tattiche abbia da offrire pulizia? Lui coi suoi mocciosi che dicono no a tutto, sempre e comunque? Perché qualcuno non si prende la briga di verificare cosa hanno detto e fatto i "grillini" là dove sono stati eletti? Ma, al solito, ce ne accorgeremo troppo tardi.

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  6. Grillo non a caso sta sostituendo Bossi con le stesse armi: un falso "ascolto dei cittadini" e tanta violenza verbale, tanta volgarità, sotto la quale c'è poco e niente.

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