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| Attenti a voi |
QUANDO
DICIAMO “NO”
Allegri,
miei Camillo, Nerino e tutti i gatti, i cani (e magari i pesci rossi
e gli uccelletti in gabbia) di questa disgraziata penisola dove gli
animali peggiori sono quelli che comandano: per ora non verrete
tassati, questa bestialità se la sono rimangiata. Non si sono
vergognati, la vergogna è un pezzo che se la sono mangiata insieme
a tutto il resto. Ci hanno provato, semplicemente, segno che questo
potere fa il prepotente ma ha poco fiato, teme di cascare, è un
fascismo dai piedi d'argilla. Nel mio piccolo, la considero una
vittoria perché sono stato forse il primo a scatenarmi
pubblicamente. Ma qualcosa ancora va detto. La
proposta oscena proveniva dal ventre del Popolo della Libertà, ma era stata
immediatamente adottata dall'Anci, che sarebbe l'associazione
sanguisuga dei Comuni italiani, nonché dal governo, pronto a portarla in porto. Del resto, il primo a buttarla là, un paio di mesi orsono,
era stato l'ineffabile Polillo, sottosegretario all'Economia (si fa
per dire). È durata lo spazio di un pomeriggio, perché dappertutto
è stato un ribollire di indignazione, una volta tanto non sprecata,
e di furore. A riprova che quando sentono che la gente è disposta a
ribellarsi, lasciano perdere: e senza neppure bisogno di far le
barricate. Non so chi sia il padre o la madre di una proposta tanto
squallida e neanche me ne curo: gentaglia comunque, prendessero nota
alle prossime elezioni. Tutto bene quel che non finisce male, dunque?
Non proprio. Personalmente non sono abituato a rimangiarmi le
parole, neppure quando non le ho ancora espresse e nessuno verrebbe a
conoscerle; così pubblico lo stesso l'articolo che avevo preparato.
Per lealtà verso chi mi legge, ma pure forte di una convinzione
inossidabile: la resa dei conti è solo rimandata, ci riproveranno,
presto, prestissimo. E io non dovrò più scrivere questo articolo, ma solo riproporlo.
Ci
riprovano con la tassa sugli animali domestici. L'avevo pronosticato
per primo, e qualcuno aveva pensato ad uno scherzo, una provocazione.
Non io. Ma stavolta non ci sto. Non lo accetto. Ho due gatti che ho
strappato al randagismo e alla morte. Sono pressoché disoccupato, e
quasi letteralmente mi tolgo io il pane di bocca per dare loro la
vita che ho promesso. Costano, ma non rimpiango niente. Solo che
dovrebbe se mai sgravarmi lo Stato. Non derubarmi. Adesso capisco
perché, proprio poche ore prima della bella novità, il tg della Rai
ha mandato uno strano, ambiguo servizio dove si diceva che malgrado
la crisi, gli italiani non badano a spese per gli animali domestici.
Mafiosi di merda, loro e chi lavora in Rai. Tastavano il terreno. Lo
preparavano. Figli di puttana. Dicono che sono già partiti con le
telefonate esplorative: propongono mangime gratis, e intanto prendono
nota. Costruiscono l'anagrafe felina, aggiornano quella canina. Fanno
peggio che schifo, sono dei delinquenti ma stavolta, a costo di
finire in galera, non subisco. Ho resistito, mi sono adeguato oltre
ogni limite fisiologico, e non avevo i soldi di Grillo. Adesso basta.
Non pago e la rivoluzione la faccio anche da solo. A costo di
lasciarci la pelle. Io non difendo gli stronzi che sparano addosso
alla gente a caso, non mi associo a chi li esalta, non l'ho mai fatto
né mai lo farò. E dallo stato non pretendo niente, non vado a dire
“voglio una casa popolare” e nemmeno “non voglio pagare le
tasse per la casa di proprietà. Non chiedo niente a questo stato
malvivente, ma gli do già abbastanza e ho deciso che ne ho
abbastanza di farmi deprivare. O meglio, non ne ho proprio più. Non
gli dico “dammi”, gli dico “non togliermi”. Non gli dico
“vengo io da te”, gli dico “non venire tu da me, fuori dai
coglioni, parassita”. È una questione di dignità, di
sopravvivenza contro uno stato ormai totalitario, se cedo qui, mi
tasseranno anche il cancro. Ed è assurdo sentir dire che la tassa
gli serve a finanziare la lotta al randagismo. Così, al contrario,
la incoraggiano. È solo l'ennesima rapina di casta, ed è una prova
di forza per capire fino a che punto possono spingersi. Beh, il mio
personale limite è stato oltrepassato e non intendo cedere stavolta.
Guardo negli occhi i miei due mici ed è come se dovessi difendere
anche la loro, di dignità. Altro che Grecia, qui siamo alla follia
pura ed io non intendo farmi contagiare dalla loro crudeltà mentale
di alienati. Che vengano pure, so io come riceverli. Telefonino pure,
a scopo esplorativo: so io cosa rispondergli. Stavolta son mazzate,
perché ogni limite di decenza, e anche di demenza, è stato
travolto. Monti si tassasse quello che dico io, poi non si lamentino
se tirano bombe o fucilate agli esattori di Equitalia, ai quali il
caro leader è andato a dire: “Avanti così senza scrupoli”. A
questo punto se la stanno cercando. E ha ragione Oscar Giannino,
questo è uno Stato criminale (e di ubriachi, aggiungo) dal quale
dobbiamo difenderci individualmente (ci induce al suicidio) e come
Paese: se continuiamo a subire tutto, ripeto, altro che Grecia. Voglio vedere
se gli italiani saranno così pecoroni da farsi umiliare fino a
questo punto. E comunque non mi riguarda, anche da solo, a costo di
incatenarmi, di darmi fuoco insieme ai miei due gatti, stavolta non
cedo.

Perchè non si tassano le loro auto extra lusso, le loro ville da miliardari e le loro inutili vite da nababbi?!? Sanno sempre come toccare il fondo, ogni volta di più! Che schifo!
RispondiEliminaperchè è proprio per mantenere i loro privilegi che tartassano quelli che non ce li hanno
EliminaSe tassassero tutti gli episodi di nepotismo a cui sono ricorsi i nostri eroici governanti (!), sarebbero degni di approvazione;altro che tassare animaletti,la cui funzione sociale e' piu' importante di una qualsiasi,stra.costosa ASL.
RispondiEliminache grigi (tipico professore italione) figuri ci tediano,ammorbandoci con le loro ideuzze geniali fuori dal mondo.
Vince'
questa non è neanche fantascienza. è irrealtà
Elimina...tassare chiunque tenga un politico in casa. Così ha suggerito il cane di Massimo Gramellini. Non male come proposta...
RispondiEliminacl@ud
Ha detto così? Allora è una coincidenza esoterica, avevo scritto qualcosa del genere poco tempo fa.
Eliminaci vuole un bel 14 luglio, hanno paura quando la gente si ribella....Giannino ha pienamente ragione nel dire che questo è uno stato che per via fiscale sta diventando un regime autoritario, grazie alla connivenza dei partiti che succhiano il sangue del popolo, insieme a tutta la pubblica amministrazione, campatta nel non volere tagliare nepure un euro di spesa...dice anche che in questi casi c'è pure il diritto alla spada da parte del popolo, quale diritto naturale di ribellione a un'oppressione ingiusta e intollerabile...
RispondiEliminasottoscrivo alla lettera
Davide, Milano
sottoscrivo pure io. a parte la rottura di coglioni del 14 luglio.
EliminaIl grande Leo Longanesi diceva che gli italiani essendo dei buoni a niente sono capaci di tutto. Chi ci governa è pure peggio.
RispondiEliminaCiao,
Danilo.