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TERMOMETRO DORIA


TERMOMETRO DORIA
Il carneade, l'outsider Marco Doria col pugno chiuso umilia le candidate politicamente corrette del PD a Genova, donne, indignate, impegnate. Un candidato retro, se non retrogrado, uno col pugno chiuso, che vorrebbe risolvere problemi inediti tornando alla lotta di classe e nascondendosi dietro alla formule strampalata, da imbonitore, di Vendola di cui è un uomo di paglia. Ma il risultato di queste primarie non è tanto un voto per Vendola, men che meno per il carneade Doria, è un voto contro: contro il PD, contro le sue donne insulse, insignificanti. Il sindaco uscente Marta Vincenzi è impresentabile, improponibile, le sue reazioni dopo l'alluvione di Genova sono state vergognose, degne di una burocrate che si sente inattaccabile, che non risponde del suo operato a nessuno se non all'apparato, un apparato che per bocca del segretario Bersani la difendeva contro ogni buon senso. L'altra, la Roberta Pinotti, è la faccia vanesia del partito, una frequentatrice di talk show dove accavalla le gambe, una cinquantenne il cui charme non ha conquistato i votanti, anzi li ha irritati perché, charme o non charme, era una donna d'apparato. Il resto lo ha fatto un partito senza idee, senza linea a parte quella che gli detta Repubblica o il sondaggio di turno. Flagellato, da anni, da scandali, ultimo quello del tesoriere dell'ex Margherita, che non sono meno gravi di quelli della controparte verso la quale il PD ostenta disprezzo moralistico. Ma col disprezzo fine a se stesso, anzi farisaico, non si va da nessuna parte e i vari cantanti, comici e scribacchini d'apparato non aiutano.
Il PD non ha un segretario credibile e non esprime candidati (candidate) credibili, e la gente lo punisce, gli preferisce esponenti che pretendono di risolvere il futuro guardando al passato ma che le sembrano, a torto o a ragione, più genuini, più credibili nella prospettiva del bene collettivo. Vendola come governatore è zero, è niente, la Puglia affoga nella malagestione, le sue giunte finiscono per implodere, distrutte dalle curiosità della magistratura, ma riesce ad imporre alternative fantasiose come Pisapia a Milano, uno che ha già perso la sua sfida dopo neanche un anno. I nostalgici del comunismo rivoluzionario non sanno governare, ma i sedicenti riformisti cosa hanno da offrire?
La gente, si sa, vota con la pancia, con la rabbia e di rabbia a Genova verso il PD dev'essercene tanta. Come a Milano, come dappertutto, ormai anche nelle stesse macchie rosse, Emilia e Toscana. La gente non sarà razionale quando vota, ma è reale e il suo malcontento, meschino fin che si vuole, vendicativo fin che si vuole, è sempre un termometro fedele per la malattia di un partito.

Commenti

  1. Roberta Pinotti. Tante comparsate video per non dire mai niente. In compenso si agita molto, manco avesse il ballo di san vito, esibendo grandi rotazioni del collo bene in evidenza, alla Pappalardo (vedere un qualsiasi video senz'audio). Ma il commento migliore alle primarie è quello di Bersani: va bè, andiamo avanti col candidato sel. Qui c'è tutta l'autocritica e l'autocoscienza tanto di moda negli anni 70.

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  2. Mi domando: uno, e dico uno, che abbia un po' di dignità e di amor proprio.. no?!

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