QUO VADIS, MONTI?
Meno male che Monti scommetteva sull'Italia: la sua bocciatura della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020 dice esattamente il contrario, testimonia dello scetticismo verso un Paese che non è considerato in grado di assumersi impegni seri e rilevanti. Una posizione certo controcorrente, volta a confermare una volta di più il carattere meramente tecnico di un governo che pensa a far quadrare i conti e non al consenso dei cittadini; e non c'è dubbio che di consensi, con il suo veto, Monti se ne sarà giocati parecchi, sia nell'opinione pubblica che in quella, più pesante, dei partiti rapaci.
Naturalmente le cose non sono così semplici, e in controluce l'invasione di campo del premier suggerisce altre e ancor più inquietanti chiavi di lettura. La prima: non è che Monti non appaia convinto di una ripresa del Paese, quanto che dubiti di un risanamento nel raggio di 8 anni, un termine già piuttosto proteso nel futuro. Se questo è vero, se ne deduce che l'Italia è messa perfino peggio di quanto ci è stato detto, è in coma – è di poche ore fa la notizia che è ufficialmente entrata in recessione, cosa che si sapeva già da mesi. E allora la domanda sorge spontanea: a cosa sarà servito dissanguare un cavallo già agonizzante? Voi avrete certo constatato (e non starò a dire che questo blog l'aveva spericolatamente annunciato per tempo) che la benzina ha già sforato gli 1,9 euro al litro, il che significa che certamente prima dell'esodo di Pasqua avrà superato i 2 euro secchi.
Non basta. Se la nostra esegesi del pensiero montano è corretta, l'unica conseguenza possibile, sempre nell'ottica montuosa, è quella di continuare a tartassare ottusamente il Paese con raffiche di manovre micidiali (perfino sulla Chiesa, a quanto pare, visto che la recessione è esplosa e mascherarla non si può più). Il che sbugiarda lo stesso primo ministro quando sostiene di avere esaurito la manovra impositiva, dal carattere moralisticamente punitivo, per concentrarsi su una azione propositiva. Benissimo: sappiamo quello che ci aspetta, almeno fino a che il robottino aspiratutto continuerà ad avere facoltà di trasmittente di decisioni altrui, sostituendo la politica con un approccio finanziario elementare: tasse, tasse, tasse e ancora prelievi, in ossequio ai fridigi desideri degli organismi economici internazionali continentali, che verso l'Italia, più che indifferenti, sono sprezzanti.
Non che non ne abbiano ottime ragioni. Questi organismi sanno, come sa Monti, come sappiamo tutti, che offrire su un piatto d'argento i giochi olimpici a Roma equivarebbe a trasformarla in una gigantesca mangiatoia peggio che per i Mondiali di calcio del 1990, puntualmente risoltisi in un giro vorticoso di corruzioni, sprechi e ruberie. A maggior ragione succederebbe adesso, coi faccendieri della peggior risma coinvolti in un assalto corsaro. Su questo è inutile discutere o stracciarsi le vesti, siamo fatti così e ne hanno coscienza anche i bambini, questo è il Paese dei ladri che saltano di felicità dopo un terremoto, la nostra storia non ha mai mancato un appuntamento col malaffare, la malavita organizzata, la criminalità politico-finanziaria ogni volta che se ne è verificata l'occasione in grande stile. In altre parole, quella che poteva risolversi in una manovra squisitamente intervenista di stampo keynesiano, rinforzare una economia malata con robuste iniezioni provenienti (anche) dal settore pubblico, viene vista come la peggiore minaccia. All'anima della fiducia.
Il fatto è che Monti non precisa neppure le alternative: intervento pubblico (o meglio, pubblico-privato, sebbene con potere decisionale sempre in mano pubblica) no; investimenti no; fondamenti di una economia liberale, fondata su una effettiva concorrenza, nemmeno: le misure in cantiere del governo sono la farsa del liberalismo; infine, non ci si fida del settore pubblico ma, d'altra parte, non ci si azzarda a toccarlo, a ridimensionarne la burocrazia e la pletoricità di certi settori. Per dirla in parole semplicissime: far lavorare il Paese con grandi opere nuove di zecca no, ma farlo risparmiare eliminando province che costano 12,4 miliardi l'anno e non rendono niente, neppure.
Allora cosa cerca Monti? Non si sa. Si può arguire che egli tema per l'Italia una deriva greca, che effettivamente venne innescata dagli sforzi per cambiare il Paese in occasione delle Olimpiadi di Atene. Un risultato conseguito, ma a prezzo troppo caro, in una situazione economica già ampiamente pregiudicata. Col senno del poi, sarebbe stato meglio evitare. Ma chi può dire che senza stadi e strutture sportive la Grecia si sarebbe salvata? E chi può ancora biasimare i singoli Paesi se difendono interessi nazionali contro quelli di una Europa fatta solo per tutelare le banche, in particolare tedesche e francesi? Viene in queste ore la Merkel, un cancelliere che si è distinto per dichiarazioni e scelte improvvide, e che tradisce un disprezzo teutonico verso l'Italia. Ci cala da padrona, e non è credibile che a rimetterla al suo posto sia lo stesso che finora ne ha applicato le pretese. Del resto, più Monti si vanta dei suoi successi mondiali e più le agenzie di rating ci declassano: qualsiasi cosa significhi, non può essere un caso.
Dopo 100 giorni di governo, sugli intendimenti del governo resta una nebbia oscura come smog. Specie quando il suo capo, dall'America, manda a dire che vuole cambiare il modo di vivere (rectius: di essere) degli italiani. Monti, col Poeta, finora è stato capace di dirci solo quello che non è, quello che non vuole.

Caro Max, la Merkel ha annullato il suo viaggio a Roma (che serviva per stabilire con Monti le prossime mosse finalizzate a metter in sicurezza i conti pubblici italiani, questa è la verità, vale a dire tasse, tasse, tasse....) per via di uno scandalo che coinvolge il capo dello stato tedesco e che ci fa capire come tutto il mondo sia paese, pure la Grande Germania, prima economia d'Europa.....detto ciò, e noto che Monti prenda ordini da Berlino e dall'establishment finanziario che conta, leggasi Wall Street e le banche d'affari USA, ossia da chi potrebbe a calci in culo, rectius non comprare più un solo nostro BTP, BOT, CCT, CTZ o negaraci l'appoggio in caso di difficoltà, e farci fare la fine della Grecia o peggio, ossia ridurci tutti a un popolo di poveracci, lo status la maggior parte degli italiani hanno rivestito per secoli e secoli e che, in un certo senso, si meriterebbero di rivestire ancora, visto da chi si siano fatti governare per anni e come non manchino un appuntamento per dimostrare di essere indegni di chiamarsi nazione(bene ha fatto Monti a dire no ai giochi olimpici a Roma)....siamo un popolo di 20 milioni di pensionati piagnucolosi, di corrotti, di sacrestani e di ladri...da Monti non ci si può aspettare alcuna politica diversa da quella che attua o non attua,che dir si voglia...è lì per strozzarci a forza di tasse, ma del resto € 1.900 miliardi e passa di debito pubblico ce li siamo voluti grazie alla classe politica che ci rispecchia fedelemente e non è scesa da Marte...chi s'indebita si mette il cappio al collo, piaccia o non piaccia, se poi lo fa pure per buttare i soldi in prebende, regalìe, baby pensioni, appalti truccati e sprecarli nei rivoli della corruzione endemica, beh sono cazzi suoi, pardon nostri, per cui prepariamoci a pagare la benza anche € 3,00/lt...comunque l'Europa è ritornata indietro di un secolo in un paio d'anni, leggasi l'articolo nel link, e noi come l'Europa, cioè siamo in viaggio di gran lena per rimetterci le pezze al culo o quasi, come eravamo nel 1900 o giù di lì....emigrate, gente, emigrate, amen,
RispondiEliminac'est la vie, Davide, Milano
http://www.corriere.it/editoriali/12_febbraio_17/belardelli-orgoglio-nazioni_3fd03a18-592f-11e1-b00f-503ee71194ec.shtml
non si vive di solo spread e la merkel veniva per caldeggiare il salvataggio di ligresti da cedere ad allianz.
RispondiEliminacomunque per difendere gli interessi teutonici e dare gli ordini per il futuro...esatto, non si vive di spread, è vero, ma lo spread ci strozza e l'Europa sta diventando un sistema coloniale, - come voleva qualcuno 100 / 80 anni or sono - e noi italioti, con il nostro spread e il nostro debito pubblico e grazie ai nostri governanti, siamo dalla parte dei colonizzati non dei colonizzatori...che vulimme fa? emigrare, emigrare... c'est la vie, c'est la guerre, c'est le spread...c'est le meme, del resto noi la Bastiglia non sappiamo prenderla, ma piangerci addosso e invocare la pensione, eccome ! amen,
RispondiEliminaDavide, Milano
io lavoro da 22 anni, mai chiesto spinte a nessuno, mai avuto un cazzo, neanche uno straccio di proprietà. e non avrò pensione, pur ripagandomela. non mi sembrerebbe un crimine, poterne usufruire.
Eliminahai ragione, come te tutti quelli che la pensione non ce l'hanno ancora e non ce l'avranno, se non post mortem...però ci stiamo riducendo allo status di colonia o paese europeo di serie C, grazie al debito pubblico e a chi l'ha fatto, i politici criminali da noi eletti ..nè più nè meno come siamo sempre stati per secoli..basta andare indietro di 80/100 anni, c'erano le pensioni pubbliche un secolo or sono ? no, qualcuno pagava le pensioni ai colonizzati nelle colonie ? nessuno...che vulimme fa ? ce lo meritiamo in fondo, io sostengo questa tesi, ogni popolo ha nella sua storia scritto il suo destino...noi italioti di essere servi, corrotti, sacrestani, piagnucolosi e ladri e di avere sempre avuto governanti inetti e incapaci....i tedeschi si schianteranno contro un muro e si faranno male, come altre volte nella storia, trascinando con sè molta gente, ma nei fatti vengono considerati molto più seri e organizzati di noi...ed è vero...doveva restare divisa la Grande Germania !...adesso ce la beviamo tutta intera, come nel 1870, nel 1914 e nel 1939, mentre l'Inghilterra, finchè può, se ne sta fuori dalle beghe continentali e la Francia cerca di ritrovare la propria grandeur napoleonica e soffre di un complesso d'inferiorità verso gli odiati crucchi...il resto d'Europa è una sorta di quasi colonia, fatta di nazioni di serie B, C, l'Italia, la Spagna, il Portogallo, i paesi balcanici, la Grecia, l'Irlanda...tutte nazioncine in situazione semicoloniale, quanto cazzo contavano nel 1914 ? ....l'Europa oggi è come nel 1914 !!!
EliminaAmen
Davide, Milano