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TITANIC MINORE


TITANIC MINORE
Questa della nave da crociera, crociera dei poveri, naufraga al Giglio è una tragedia quasi come Ustica ma non essendoci sotto il significato politico verrà rimossa in fretta, il significato essendo la banalità del consumismo che coinvolge tutti. Un Titanic, è stato fatalmente ribattezzato dai cronisti di scarsa immaginazione, ma un titanic minore, banale, uno dei mille titanic della postmodernità che vuole tutti in crisi, tutti a un passo dalla miseria ma senza rinunciare alle escursioni esotiche. Siccome queste sono crociere di poveri, fantozziane, anche i guai sono grotteschi, un comandante che non vede uno scoglio e mentre la nave affonda se la dà a gambe mentre i superstiti in preda al panico si contendono le poche scialuppe. Sistemi di sicurezza scarsi, perizia nessuna, coscienza nessuna. La nave va giù e ne restano sotto tre o quaranta, chi può dirlo, chi può dire cosa e perché è successo esattamente, chi può sapere quanti fra i dispersi verrano recuperati e perché sia successo un simile disastro. L'unica cosa certa è la demenzialità di queste gite per cui le navi si dirottavano, sfioravano scogli micidiali per questioni turistiche, perché così glielo chiedeva il sindaco dell'isola. L'altro elemento di sconcerto, ma neanche poi tanto, sta nella pervicacia con cui comandande e primo ufficiale ancora si difendono, tentano di farla franca. Tetragoni ad ogni rimorso si ribellano alle accuse, inventano scuse da malati di mente, "lo scoglio non c'era", sperano ancora di poter tornare a fare quello che facevano, le Love Boat, che poi finiscono in tragedia. Che dire quando una nave dei poveri, non emigranti ma villeggianti, va giù e ci restano sotto in cento? Che non c'è rimedio, che è solo un titanic minore, buono per le polemiche, per i talk show, per le inchieste della magistratura che non approderanno a niente, per i prossimi titanic che verranno, evasioni deliranti a una vita talmente piena di tutto, vuota di tutto, che non la sappiamo più accettare.

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