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NAUFRAGIO


NAUFRAGIO
Una nave di Fantozzi in gita. Un equipaggio da Love Boat. Una cattedrale fatiscente dietro la facciata rutilante. Una rotta spericolata e demenziale, a lambire un'isola il cui sindaco ringrazia per la pubblicità. Probabili corruzioni sottomarine. Una totale irrisione delle regole. Una latitanza clamorosa dei sistemi di sicurezza, delle scialuppe, delle competenze. Uno schianto, e la Love Boat va giù. Un fuggi fuggi generale, primo fra tutti il comandante che, come recita l'adagio, “è sempre l'ultimo ad abbandonare la nave”. Un rimpallo di responsabilità. Una fantasia losca, proterva, nel discolparsi. Un tentativo di fuga del primo responsabile, il comandante appunto. Una carcerazione scattata per un assurdo ma a quanto pare reale pericolo di fuga, per nascondersi dove, poi... Uno sciame di curiosi, di reporter, di teleobiettivi, di parole, di stupid show, di polemiche inutili, di inchieste magistrali già pronte a trascinarsi nella disfida dei superperiti. Una totale, spalmata, completa, deprimente irresponsabilità, spezzata solo dall'eroismo dei singoli. Un danno colossale, 100 milioni di euro, c'è chi ipotizza il miliardo per rubare meglio, per il quale non pagherà nessuno ovvero pagheranno tutti, spalmato e ammortizzato con l'ennesima accisa. Una prossima riabilitazione del comandante fellone, che vittimizzandosi diverrà un personaggio a tariffa. Una figura penosa davanti all'Europa e al mondo. Un annunciato finale osceno, il solito abbraccio che rinchiude tutti nella sanatoria generale, perché lo spettacolo deve continuare. E se il naufragio della Love Boat fosse l'immagine, la metafora, l'allegoria della nave Italia che affonda?

Commenti

  1. e che dire di radiotre, che ieri ha pensato bene di mettere su la canzone di De Gregori dedicata al Titanic proprio per parlare della tragedia del Giglio? Se non è anche questo esempio di un paese allo sbando...

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    2. Questi commenti, mi spiace, non posso accettarli.

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  3. Ciao Max,

    mi devi spiegare che senso ha, in questo occidente in piena crisi morale e materiale, piegato e piagato dai debiti, mandare in giro per il mondo turisti ultrasettantenni, spocchiosi e danarosi, in nave, aereo, treno, auto, vaporetto ecc ecc, mentre i giovani di questo stesso occidente sono senza futuro e le perosne di mezz'età, come te o me, vivono nell'incertezza e lottano per uno straccio di lavoro ? che senso ha ? mai il mondo ha girato così, mai ! i vecchi un tempo attendevano compostamente la fine dispensando saggezza ai giovani, vivendo con poco...oggi molti vecchi, non tutti, ma molti sì, se ne vanno in giro a spendere e a spandere, godendo di un benessere oramai effimero e in procinto di collassare, succhiando risorse a chi invece dovrebbe essere al loro posto, costruendo sviluppo e traendone i vantaggi del caso. Il mondo va al rovescio e io non posso dispiacermi per i morti del naufragio quando questi siano dei vecchi e decrepiti turisti occidentali ! No, non ce la faccio a dispiacermi, ma penso invece alle pensioni risparmiate !

    Davide Nardi, Milano

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    1. La vita non è algebra, non è fatta solo di risorse materiali. Io ho avuto due nonni che si concessero proprio una piccola crociera, unico lusso dopo una vita ingrata. E conosco gente, di settanta, ottant'anni, che legge questo blog. Mi scaldano più loro, di tanti giovani. E' un'idea aberrante, totalitaria quella di sprezzare, sacrificare la gente a partire da un'età. Oppure, semplicemente è l'idea di un uomo disperato. Quando comincia la vecchiaia, Davide? Alla loro età? Alla nostra? La vita non è algebra. Se non riesci più a provare pietà per gente affogata, solo perché aveva la colpa di essere anziana, allora hai perso te stesso. E di una pensione risparmiata non potrai fartene niente. Non perdere te stesso.

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