ITALICA LEX, DURA SED ETIAM GAIA
Lele Mora ha tentato il suicidio in carcere tagliandosi le unghie. È stato un gesto dimostrativo per focalizzare l'attenzione sulle sue difficili condizioni: in prigione ha già perso 185 chili e ormai scambia tutti i secondini per Fabrizio Corona.
Spirito di sciacallo a parte (era difficile resistere, e non mi sono neanche sognato di farlo), qualcosa bisogna pur dirla. Mora è un ladro, un cialtrone e, più preoccupante, era un fornitore di carne alle televisioni e a Berlusconi (praticamente lo stesso) che poi ci riempiva la villa e purtroppo anche i Parlamenti. Però a questo punto uno così o lo ammazzi o lo lasci vivere: non puoi tenerlo nel limbo a vita. Dopo sei o sette mesi, ormai si è perso il conto, di carcere duro, che altro può reiterare o inquinare Lele Mora? Possibile che la legge sia così ferrea solo per lui, quando in giro c'è fior di farabutti che imperversano felici e contenti? Non è il tutti colpevoli nessun colpevole di qualunquistico conforto, qui è proprio un discorso di algebra giuridica, anzi giudiziaria: come mai i conti del codice non tornano mai? Mora tiello pure ai Piombi, come Casanova, o alla rocca di San Leo, come Cagliostro, e butta via la chiave, ma dopo che ha avuto un processo e una condanna: mezz'anno di galera propedeutica non è neanche una punizione confessionale: è una mostruosità legale, e se il codice non è sorretto dall'etica, non meno che dal senso della realtà, non è più tutela ma abuso: iniquo, arbitrario, spaventoso.
Come mai Wanna Marchi fa la barista, ed ha truffato più di trecentomila imbecilli, e il suo tesoretto non si trova? Come mai proprio l'alter ego di Lele, Fabrizio Corona, tecnicamente già pregiudicato, gira più libero di prima, nonostante la stessa Cassazione abbia censurato la giustiza-piumino da cipria dei gradi precedenti? Non solo. Era stato gentilmente invitato a trovarsi un lavoro sostitutivo, se non voleva finire dentro (proprio così: nel suo caso, gaia lex sed lex), e lui ha fatto sapere, tramite ospitata a un programma del pomeriggio su Canale 5, di preferire la Croce Rossa perché ormai era un uomo diverso. 
Talmente diverso che, due giorni dopo, invece che l'autolettiga ha preso la Bentley ed è corso a festeggiare il santo Natale con Belen a caviale e champagne a Cortina: servizio esclusivo su tutti i siti di giornali. Il termine per il lavoro sostitutivo della galera è scaduto, ma nessuno si è scomodato a ricordasene. Lele Mora invece dimenticano di tirarlo fuori, inesorabilmente. Ha ritentato il suicidio smaltandosi le unghie, gesto dimostrativo.
sono d'accordo con te quando affermi che la "giustizia" iniqua e/o arbitraria é da condannare qualunque sia il personaggio in questione, ma perdonami, nel mio animo non riesco propio a provare compassione per questi farabutti.
RispondiEliminaEmanuele
Ma io non provo compassione. Per me Mora può pure marcirci, in galera. Ma dopo una condanna, e una condanna adeguata. Qui invece, sento puzza di arbitrio.
RispondiEliminaSu questo non avevo il minimo dubbio. La mia era solo una riflessione personale...non ne posso veramente più di questi figuri che, nonostante tutti i reati di cui costantemente si macchiano, tornano più sbruffoni di prima.
RispondiEliminaEmanuele
sì, è vero. Nessun dubbio che, uscito da questa esperienza, Mora verrà candidato in Parlamento. E' la giustizia all'italiana, fondata su un contrappasso rovesciato e comunque e sempre assurdo.
RispondiEliminaCaro Massimo,
RispondiEliminacurioso leggere sul Fatto quotidiano i soliti portatori del Verbo essere indulgenti e risolutori del sovraffollamento delle carceri indicando i domiciliari a stupratori,rapinatori (meglio se rumeni e fratelli marocchini )ma essere spietati con un povero,squallido puttaniere come il nostro Lele,non ancora (detto per inciso) condannato.
Che personicine avvilenti.
Con stima
Vincenzo
Il Fatto quotidiano s'è dovuto trovare una nicchia, e la difende. Niente di strano. Basterebbe palesarsi per quello che si è, il figlio legittimo di Lotta Continua o Potere Operaio, anziché tirarsela da Combat (che Travaglio immagino conosca).
RispondiEliminaPassi pure le difesa della nichhia per campare e far sfogare un po' di portatori del Verbo altrimenti allo sbando,ne avessero azzeccata, almeno una,in questi mesi.
RispondiEliminavado a (poca) memoria:
Via il nano ole' ,l'Italia si riprende.
Via i dittatori arabi ole', la democrazia impera.
Via Bush ole', l'abbronzato (che tra l'altro bacio la mano al dittatore dell'Arabia Saudita ma questo e' giusto) pacifista spargera' rose per il Mondo.
Via la Moratti ole', il vento di Pisapia spazzera' le nubi dello smog e del clientelismo e della melma expo'.
Il nano e' un maiale,sporcaccione (vero) ma (visto con i miei occhi)un Vinicio C. che palpa il culo alle fans che si avvicinano per un autografo non e' un maiale sporcaccione ma un artista (tristissimo).
In un qualsiasi giornale (anche quelli di sinistra) dandola al direttore fai carriera mentre in mediaset e' vietato perche' squallido.
Senza contare la moglie (attrice?) di Benigni che se non fosse consorte di cotanto signore non la farebbe lavorare nessuno ma guai a dire che e' raccomandata ne piu' ne meno di una soubrette mediaset/rai qualsiasi.
Vabbe',ho finito.
Vincenzo
Per la moglie di Benigni vale un altro ragionamento tipicamente italico-bigotto; una donna non particolarmente bella, e poco sensuale(la moglie di Benigni non è brutta, ma è decisamente poco sexy, al massimo può interpretare il ruolo di moglie e "donna angelicata") può fare qualsiasi cosa, ricoprire cariche pubbliche e private, e nessuno metterà mai in dubbio il suo talento(vero o presunto che sia), nessuno insinuerà mai che è stata raccomandata.
RispondiEliminaMentre donne belle, sensuali e arrapanti, come può essere la Minetti, la Carfagna, o la Arcuri, nell'immaginario italico-bigotto, sono automaticamente troie, bocchinare e raccomandate.
Una donna bella qualsiasi cosa riesca a fare, è sempre perché "l'ha data", mentre una cessa come la Bindi, o la Merkel, sono automaticamente "grandi donne", per il solo fatto che sono brutte, quasi nessuno osa mettere in dubbio le loro capacità e il loro merito.
Questa è la triste mentalità italica, le donne possono fare qualcosa senza ricevere "sputi" e diffamazioni gratuite, solo se sono particolarmente brutte, o comunque per niente sexy(come Nicoletta Braschi, che è sensuale quanto una bambola gonfiabile!)
Quello che io attendo con orrore, è di apprendere che anche la Bindi "l'ha data".
RispondiEliminaConcordissimo con voi.
RispondiEliminaVincenzo.
p.s. Rosy Bindi quando pontifica di cose che neanche lei sente veramente sue,mi fa sentire come un perizoma di un corridore dopo aver fatto la maratona di New York sotto 45 gradi sole a picco.
E non e' l'unica che mi fa questo effetto.
Basta che il perizoma non sia quello della Bindi.
RispondiEliminaMagari è quello della Binetti con cilicio incorporato....
RispondiEliminaEmanuele
Per far prendere un coccolone alla Binetti,utile e' la vista di perizoma varipinti.
RispondiEliminaQuelli che usano la Bindy e la Santanche'.
Vincenzo.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaIl perizoma, alla Binetti, l'ha regalato suor Claudia Koll.
RispondiEliminaForse alla Binetti non farebbe male conoscere Tinto Brass.
RispondiEliminaEmanuele