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IL SOLITO FILM

IL SOLITO FILM
Ammazza che trasparenza il governo tecnico, che sobrietà: il sottosegretario dura due mesi, perché si faceva regalare le vacanze, senza saperlo, dall'infame che si diverte quando arriva un terremoto. Più che una frattura coi governi di prima, si direbbe una continuità senza soluzione: anche le cricche sono le stesse. È strano, però: a me nessuno mi ha mai regalato un cazzo a mia insaputa, men che meno se non ho fatto niente per lui. Si vede proprio che sono nato sotto una cattiva stella. Monti comunque non si è scomposto: fatti un po' da parte, gli ha detto, per il momento, che poi qualcosa te la ritrovo. Anche questo torna poco, però: possibile che, quando lo ha scelto, il premier, che sa tutto, ignorasse completamente i legami del suo principale collaboratore con una banda di malfattori? Per non parlare degli altri otto o dieci già in tanfo di tangenti, di regali, di conflitti d'interesse? I professori non sono meglio dei politici. Possibile che Monti e Monti solo non potesse sapere, quando di solito vale il teorema contrario, “non poteva non sapere”? Magari lo spiegherà al papa, uno di questi giorni, visto che considera suo dovere improrogabile correre a baciargli la ciabatta. Immaginiamoci quali temi di vertiginosa spiritualità verranno trattati: tranquillo, santità, l'ici non ve la applico, tanto spremo altrove, e per la Rai diteci voi. Così la classe banchiera va al Quirinale. Anche se dirige i soliti ignoti.

E se lo merita, perché comunque la si metta, è una gran sobrietà. Sia quando ci dissanguano, sia quando promettono (a vanvera: scommettiamo?) liberalizzazioni e concorrenza. Avete visto con che asciuttezza Monti ha provveduto a rimuovere il triste Malinconico. Non un gesto fuori posto, non una parola di troppo. Peccano anche loro, ma con che stile! Roba da orgasmo. Sobrio, per carità. Non ci allarghiamo, qui non si fanno bunga bunga. Neanche alle Maldive, tra un brindisi e un festino; ma questo è un altro film...

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