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ARRIVANO GLI EROI


ARRIVANO GLI EROI
Maledetto il Paese che ha gli eroi che si merita. Siccome noi abbiamo i comandanti o i capitani che ci meritiamo, più o meno coraggiosi, non poteva mancare la faida tra i magistrati che si occupano di Schettino, l'ammiraglio fellone della Love Boat naufragata. Pericoloso per il pm, inoffensivo per il gip. Che, adesso, si combattono sotto gli occhi dei media e del mondo. Possibile che da questa storia il Paese non possa uscire a faccia non dico aperta, ma almeno non infangata? Non c'era proprio modo di trovare una concordia, come del resto la disgraziata nave suggeriva, tenuto conto che il codice alla fine quello è? Certo, un gip e un pm possono nutrire valutazioni diverse, anzi è spesso garantistico che accada. Ma qui, a sentirli litigare su posizioni di abissale distanza, viene in mente una (incredibile, inspiegabile) rissa ultras, e non può non sorgere il sospetto che, anche in questo caso, covino motivi un po' distanti dall'irrinunciabile Giustizia. Intanto, manco a dirlo, il Paese del comandante fellone (ma già vittima) si schiera compatto col suo figliol prodigo, e prediletto: “No alle gogne in televisione”. E a dirlo – in televisione, sui giornali – è gentaglia che per un istante di notorietà affonderebbe la Sesta Flotta al completo. “In fondo che avrà fatto di male?” dicono i paesani di Schettino? Ma certo, ci mancherebbe, capita a tutti di mettere a repentaglio quattromila persone per motivi futili se non abietti. Ma Schettino, tornato a casa scortato dai carabinieri, per poco non veniva portato in trionfo: “Siamo tutti con lui” ha detto una donna, per dire che ciascuno di loro si sarebbe comportato alla stessa maniera, prima, durante e dopo il disastro. E anche questo la dice lunga, lunghissima sull'etica condivisa di un Paese che non basteranno i blitzkrieg fiscali a risanare, se uno come Schettino è, parola della sorella, “un esempio per tutti i giovani”. Un delirio, non privo di fondamento. Chiude il parroco, don Gennaro, lanciando il sempiterno lamento: “Lo stanno uccidendo!”. Veramente il criminale sarebbe lui, ma la morale di certi preti ha le sue ragioni, che la ragione non conosce.

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