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OLTRE LE PIZZE


Cianciano tutti di entrismo europeo, di Europa da rendere popolare, fanno i megalomani ma non parlano dei minima immoralia che sono i sintomi dai quali si capisce tutto. L'ultima dell'Europa Unita, ho scoperto ieri sera per caso, sarebbe di vietare i forni a legna per le pizze: le ceneri, secondo questa espressione finanziaria, sono cancerogene. Chiunque può rendersi conto che si tratta di un pretesto proteso al mercato, a qualche nuova linea produttiva e questo non è gomblottismo, è banalissimo raziocinio contro l'allucinazione di un organismo sovranazionale che decide, lui sì in modo allucinante, misura delle banane, lunghezza dei pedalini, metodi di cottura delle quattro stagioni. Naturalmente, queste sono foglie di fico per nascondere decisioni molto più pesanti, ancora più invasive. L'Europa si è dimostrata finora l'astrazione in grado di dirottare la vita autonoma, per quanto sconclusionata, degli Stati al suo interno, a volte distruggendoli completamente; nessuno sa spiegare perché, improvvisamente, dovrebbe voler cambiare, visto che è nata per questo. Noi vent'anni fa la percepivamo come una potenza utile ad impedire le nostre derive; in realtà le ha fomentate, e poi sostituite con una eterodirezione se possibile ancora più devastante; non contenta, questa divinità terribile, questo Moloc si arroga il diritto-dovere di chiuderci tutti i forni per le focacce: perché non usarli per gli esseri umani, a questo punto?
I portati di simili demenziali, irrituali e insostenibili decisioni, tuttavia, non si esauriscono nell'economicismo, arrivano al Sovrastato etico, che travolge tradizioni secolari identitarie, che appiattisce tutti in un fanatico utilitarismo computazionale, che decide di quale morte dobbiamo e non dobbiamo morire. Mi spiace, non ci sto. Un'Europa simile non mi serve e non credo la si possa cambiare dalla pancia, per il semplicissimo motivo che il tempo trascorso è troppo; chiunque mastichi qualcosa di sociologia delle istituzioni, sa che dopo 20 anni un organismo si è plasmato e sic et simpliciter non lo cambia nessuno, men che meno un comico dopato. Le evoluzioni istituzionali sono processi lentissimi, lunghissimi e dalle mutazioni impercettibili nel medio periodo. La verità è che tutti i partiti vogliono entrare in Europa perché c'è sempre un bel pozzo di soldi cui attingere, e perché si parla ad Europa perché Italia intenda. In questo gioco il più sconcio manco a dirlo è Grillo il quale proclama: vinciamo lì e poi ci prendiamo l'Italia. E aggiunge: processo, carcere e torture per giornalisti, imprenditori e tutti quelli che non ci vanno a genio (i criteri non li precisa, quindi li conosce solo lui). “Processo popolare” è puro brigatese di piombo; di essere “sottoposto ad un processo popolare che può essere opportunamente graduato” parlava Aldo Moro ostaggio delle BR. Probabilmente usava un linguaggio allusivo, io ho sempre avuto l'impressione che volesse far capire di essere tenuto in un condominio popolare, e popolato, munito di ascensore, ma queste sono divagazioni: se chiunque altro in Europa (e non solo) usa un simile frasario, tutti giustamente si preoccupano; lo usa Grillo e allora va bene, non c'è problema, per lui garantisce Travaglio, quello con la schiena dritta che lo intervista ogni due per tre fra una spaghettata e un caffè. A proposito, chi manda questo signore “oltre Hitler?” ad eseguire le sentenze: gli amici giornalisti promossi sul campo, i virilissimi Travaglio e Scanzi? Va bene, prepariamoci pure, che ci sarà da ridere: figurarsi se ci lasciamo ingabbiare tutti da questo pazzoide, dal suo ideologo che, esattamente come Toni Negri 40 anni fa, usa il trucco di prendere autori tuttora misconosciuti o poco tradotti in Italia, rilanciando un dibattito già vecchio, già superato là dove nacque, e dalle loro groupie. Perché le cazzate sull'internet-centrismo, sul soluzionismo della Rete, sull'ineluttabilità della tecnoevoluzione digitale, sono roba già ampiamente ruminata altrove (per non dire delle speculazioni filosofiche che riportano addirittura alla problematicità greca, non quella di Tsipras ma l'altra di Platone e colleghi). La politica ancella della tecnologia, il tecnopolio, inoltre, spalancano scenari davvero allucinanti, apocalittici (benché non certo inediti). In ogni modo, attenzione: c'è un'Europa che non cambia, ma piuttosto può, e vuole, cambiare i suoi abitanti, perfino nelle pizze; e c'è un signore che si definisce “oltre Hitler” ed è pronto a sottoporre a suo esclusivo arbitrio gli sgraditi a processo popolare, carcere e tortura. Vi sta bene? O conviene, tutto considerato, stare alla larga da entrambe queste follie?

Commenti

  1. Dove l'hai letta quella dei forni a legna che saranno vietati(ho fatto qualche ricerca su google, ma non ho trovato nulla di attendibile in merito)? sicuro che non sia una bufala?

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  2. L'ho saputa da gente coinvolta in causa, cioè pizzaioli. Se bufala è, è a base di mozzarella

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  3. A proposito di elezioni, che ne pensi di Martin Schulz? Io detesto Renzi, ma Schulz sinceramente non mi dispiace affatto, e credo che una sua eventuale nomina come Presidente della Commissione Europea, sia l'unico risultato auspicabile per l'Italia. Junker(il pupillo della Merkel), altro probabile candidato alla presidenza della Commissione Europe, invece non mi piace per niente; né come persona( viene dal mondo della finanza, formazione e mentalità simile a quella di Mario Monti!), né dal punto di vista politico(continuerebbe a portare avanti la stessa linea politica basata sull'austerità, e piuttosto negativa per l'Italia, seguita finora)

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    1. Oh, sono confuso. Perché mi avevano insegnato che era una vittima di Berlusconi che gli aveva dato del kapo', ma adesso lo dice anche Grillo e quindi Travaglio, e allora siccome Grillo non sbaglia mai loro debbono avere ragione, ma così ce l'ha anche Berlusconi... Oddio. Per me era e resta un coglione, un provocatore. Sì, conosco l'assioma, l'austerità è di destra e bisogna combatterla nel nome di un nuovo stato sociale: questa costruzione va da Tsipas a Rampini. Ma è falsa, uno perché l'austerità non ha colore politico, te la impone la Germania, due perché storicamente proviene da sinistra, dal moralismo berlingueriano imbecille ecc. A me l'Europa non serve, a che mi serve il Parlamento europeo? A ratificare la Merkel? A vietarmi le pizze nel forno a legna?

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    2. Ormai, che ci piaccia o meno, l'Europa esiste!
      perciò una volta tanto che abbiamo l'occasione di influenzare un poco il suo indirizzo politico tramite elezioni, vale la pena informarsi seriamente, senza farsi fuorviare dalle cazzate che scrivono i giornalisti politicizzati e dalle strumentalizzazioni di Grillo,Berlusconi and company, che stanno affrontando la campagna elettorale come se si trattasse di elezioni politiche italiane, anziché di europee.
      Poi si può anche decidere di astenersi dal voto, ma non votare per partito preso, in questo caso mi sembra sciocco!

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    3. Tu sei davvero convinto che votare (votare renzi, arguisco) serva a modificare la UE?

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  4. esattamente, le politiche di austerity non sono di destra nè di sinistra, sono imposte dalla Germania e basta, vera guida della UE e perchè il paese con più abitanti (80/MM) e quindi più eurodeputati e perchè l'economia più grande e potente e a Bruxelles è il peso economico che conta nelle decisioni....chi pensava che in Europa gli interessi nazionali sarebbero stati annullati in nome di superiori interessi europei si è sbagliato.....tutti ci siamo sbagliati...basta vedere il surplus nella bilancia commerciale accumulato dalla Germania verso il resto d'Europa negli ultimi 12 anni...a 100 anni dallo scoppio della prima guerra mondiale sono ancora gli interessi nazionali a prevalere....noi italiani così abbiamo aggiunto al malgoverno, all'inefficienza e alla corruzione, mali atavici del ns paese, le politiche europee d'ispirazione teutonica che ci impongono tasse e riforme non adatte a noi.....la pizza sarebbe un suggello simbolico della morsa di Bruxelles, importante come lo sono i simboli, ma un'inezia rispetto al resto...

    D., Milano

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    1. L'UE doveva superare i nazionalismi, li ha conclamati

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  5. e comunque la pizza appena uscita da un forno a legna, con quella crosta croccante, quel leggero sapore di pane abbrustolito, quel profumo di aromi mediterranei sapientemente miscelati ed esaltati da un metodo di cottura millenario, mix che la rende un cibo unico al mondo, non ce la può togliere nessuno, neppure la UE a guida berlinese....se la proibissero, sarebbe tutto un fiorire di forni illegali, ne sono certo, sarebbe come impedire agli italiani di bere il caffè espresso perchè contiene troppa caffeina !....che si mangiassero i loro wurstel pieni di grasso e ci lasciassero la ns pizza...governati male lo siamo da sempre, ma i nostri cibi se li sognano !

    D,Milano

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    1. Non sapevo se pubblicarlo, quest'ultimo commento. Perché, nell'improbabile ipotesi che qualche euroburocrate svasticizzato legga questo blog, ci siamo fottuti anche 'o cafè.

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  6. Quella dei forni a legna la sapevo gia... lavoro nel settore delle canne fumarie e me ne avevano parlato alcuni installatori... ciò nonostante, nascono ancora pizzerie nuove con forno a legna e non credo che le vecchie pizzerie si adatteranno così facilmente.

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  7. dai odierni ufficiali: previsione crescita Pil tedesco per il corrente anno + 2,5%, Pil italiano + 0,3 (se va bene, ma chiuderemo a zero, se non sotto zero, vedrete)....secondo voi, può un'unione economica monetaria stare in piedi così ? noi abbiamo i ns mali atavici, secolari, siamo incapaci a cambiare rotta, siamo sotto una dittatura burocratico / fiscale, ma con la camicia di forza imposta dalla attuali regole europee sarà molto difficile recuperare il gap di questi 6 anni di crisi...non ci resta che la pizza, tanto stiamo diventando un paese di pizzerie, gelaterie, paninerie e stop
    D,Milano

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