Passa ai contenuti principali

LA LEGGE PIU' UGUALE

Hardcore fanatics

LA LEGGE PIU' UGUALE
Qui non si parla di scoop (veri o presunti) sul grillismo e la sua aleatoria democrazia, ma delle reazioni. Che vanno dal peloso all'incoerente, con autentiche punte di cialtronismo fariseo. La reazione con maggior coda di paglia l'ha sguainata Dagospia, sempre più simile ad una maldissimulata appendice del Fatto quotidiano, house organ di Grillo (oltre che di Ingroia ed altri compagni di merende). Dagospia se la cava in un modo un po' troppo qualunquistico, perdendo per una volta il sarcasmo un po' stravaccato, romano, che lo contraddistingue in luogo di una ironia acida, dal sapore urlato, assai poco distaccata: 1- un paese corrotto? partiti marci? economia infetta? no! ieri sera, grazie a “piazzapulita” abbiamo finalmente scoperto qual e’ il vero problema che affligge ‘sto cazzo di paese: casaleggio e la mancata democrazia nel movimento 5 stelle! 2- la bomba contro grillo e’ un audio (democraticamente) “rubato” di quattro mesi fa di giovanni favia, nientemeno consigliere regionale grillino dell'emilia romagna 3- il “mostro” casaleggio ne esce alla grande: “e’ una mente freddissima. molto acculturata e molto intelligente, che di organizzazione, di dinamiche umane, di politica se ne intende” (roba da candidarlo subito premier, altro che grillo!) 4- ma si puo’ cercare la pagliuzza nell’occhio del grillismo quando la classe politica italica ha un cantiere di travi nel culo? e questo sarebbe il grande scoop?

Tutto questo, semplicemente, non ha senso. Paiono pensieri deboli in libertà di qualche agiografo grillesco. Non regge il benaltrismo del paese marcio, infetto, corrotto, solo per salvare le magagne, vere o presunte, di un partito in ascesa; specie se allo stesso tempo si mette alla berlina una classe politica di partiti non democratici e ladri: ora, il Cinquestelle, al di là delle definizioni di comodo, è precisamente un partito che, a detta dei suoi capi, si prepara a sbarcare in Parlamento: quindi la critica sulla democrazia e la trasparenza può, deve e non può non riguardare anche detto partito. Inoltre, ironizzare sul ruolo di Casaleggio, giustapponendolo al (solito) Berlusconi, non risolve polemicamente il problema: se mai lo evidenzia, lo acuisce. Perché se abbiamo il dovere di individuare i caudilli, poi non possiamo chiudere occhi, orecchie e bocca davanti al caudillo preferito (secondo voci dal sen fuggite del movimento, non indiscrezioni di qualche antagonista spregiudicato). Alla fine, la domanda cui le isteriche chiose di Dagospia non danno risposta, è una: le faccende rivelata da questo Favia nel fuorionda a Formigli, sono o non sono vere?
Assai curiosamente, o forse no, è la stessa risposta dalla quale si tengono a siderale distanze pure i grillini: che, nei commenti, si scagliano fatalmente contro Formigli e, per estensione, contro l'intero sistema dell'informazione, corrotto, marcio, manipolato eccetera (tranne quando lo cercano, come il sindaco parmense che come primo ed unico atto amministrativo ha concesso una intervista fotografica a “Chi”; per non parlare dell'altro che usava i soldi pubblici per pagarsi le ospitate nelle famigerate televisioni di regime).
Tutto già visto e già sentito, fin troppo. Senonché sono proprio loro, Grillo e i grillini, se non abbiamo tutti le traveggole da anni, a predicare trasparenza sistematica al loro interno non meno che sugli altri partiti; sono proprio i grillini ad avere attaccato ogni partito e, in esso, ogni leader e finanche ogni singolo esponente sulle medesime questioni che, adesso, coinvolgono loro; sono ancora loro, per bocca del sodale Travaglio (e di altri fiancheggiatori), ad avere teorizzato la campana di vetro sui politici, sempre, comunque, senza tregua, anche al cesso, nel reparto di chemioterapia o tra le lenzuola – con il che, tra parentesi, si arriva al controllo ossessivo degli stati totalitari, posto che, se il politico va monitorato perennemente, e tutto è politica, e tutti siamo politici, non si vede alcuna uscita dal monotoraggio etico di un Grande Fratello che si identifica con l'Idea, L'Assoluto, lo Stato (a sua volta fuso con l'informazione, nella interpretazione che ne danno i grillini o i loro teorici). Adesso che questa invadenza, questa invasività, questa irriverenza informativa scava a casa loro, i grillini non trovano di meglio che: 1 gridare al complotto; 2 irridere lo scoop di Formigli; 3 considerarlo datato, quindi perciò stesso inattendibile: curioso, per gente che sta ancora a menarla con “trattative” di 20 anni fa. Non siamo degli ingenui e non siamo neppure abituati a rimuovere la realtà: del resto, non abbiamo un solo motivo di convenienza per farlo. E quindi non fatichiamo a credere che l'operazione di Piazza Pulita risponda a logiche diverse dall'informazione, sia insomma un tranello, un colpo basso da poteri consolidati che vedono insidiata una leadership sempre più traballante. Si è sempre usato, e sempre si userà. Questo però non risolve la questione in casa Cinquestelle: o quello che afferma il rinnegato Favia (uno che ammette di essere andato da Santoro a dichiarare il falso, costretto dal “movimento”) è totalmente implausibile, e allora non dovrebbe preoccupare più di tanto – la verità verrà facilmente a galla; oppure non lo è, e in questo caso l'eventuale strumentalità del tutto non cancella la realtà ed esorcizzare la realtà stracciandosi le vesti non serve.
Torniamo all'inizio, repetita juvant o almeno ci illudiamo: qui non si discute di Grillo, di Casaleggio, curioso ibrido di Toni Negri ed Angelo Branduardi, o del grillismo in sé, e neppure della democrazia al loro interno, e men che meno degli scoop in materia: qui si analizzano le reazioni. Constatando, a rigor di logica, come – delle due l'una – o nella legge della trasparenza, pericolosamente contigua a quella della gogna privata, che i grillini predicano per gli altri, ma rifiutano per se stessi, c'è qualcosa di perverso in origine; oppure è giusta, sacrosanta, ineludibile ma, come sempre, anche questa legge per qualcuno è più uguale.

Commenti